Il Fuenti nel mirino delle ruspe

“È davvero un buon debutto quello del neo – ministro Giovanna Melandri”. Così Ermete Realacci ha commentato la prima sortita pubblica del ministro dei Beni Culturali e Ambientali, Giovanna Melandri, che ha sottolineato come il suo dicastero consideri prioritaria la lotta all’abusivismo edilizio.

“Evidentemente buon sangue non mente”, ha commentato il presidente nazionale di Legambiente, Ermete Realacci, ricordando i trascorsi della Melandri negli organi direttivi dell’associazione del Cigno Verde. “È una partenza che fa ben sperare – ha aggiunto Realacci – perchè denota la voglia di arrivare da subito ad un impegno deciso per il recupero della legalità e per sanare le enormi ferite aperte dal cemento fuorilegge”.

Legambiente ha annunciato che già oggi consegnerà al ministro dei beni culturali la lista degli eco – mostri – il Fuenti, la “saracinesca” di Punta Perotti a Bari, le ville della Collina del disonore di Palermo… – che l’associazione ha individuato come casi emblematici di aggressione selvaggia e illegale al territorio e alle bellezze paesaggistiche e storiche del Bel Paese.

“È importante – ha detto ancora Realacci – che Melandri abbia voluto esprimere pubblicamente apprezzamento per quei sindaci, a partire dal primo cittadino di Eboli Gerardo Rosania, che sono passati dalle parole ai fatti, dalle ordinanze di demolizione alle ruspe. Crediamo sia giunto il momento di dare una svolta radicale alle politiche antiabusivismo. Ed in questo senso riteniamo vada nella giusta direzione la proposta della Melandri di un coordinamento tra ministeri dei beni culturali, lavori pubblici e dell’ambiente per arrivare ad un’azione comune che renda più rapide le demolizioni. Utile sarà anche individuare nel più breve tempo possibile i criteri per il reperimento dei fondi necessari per realizzare, una volta rasi al suolo gli edifici illegali, il ripristino ambientale dell’area cementificata”.

Ma è l’intero governo a dover far diventare prioritaria la lotta all’abusivismo edilizio. “Sconfiggere l’illegalità in campo edilizio ed in campo ambientale – ha ribadito Realacci – è importantissimo per il Paese. Sarebbe un minimo, giusto risarcimento verso un territorio devastato da decenni di illegalità e abusivismo, un simbolo forte di rilancio per l’immagine, la credibilità del Mezzogiorno e dell’Italia e per lo sviluppo di una nuova occupazione e di un nuovo turismo fondato sul rispetto e sulla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali. Non ultimo, rappresenterebbe il miglior deterrente possibile a nuova illegalità”.



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