SOS monumenti: respirano una brutta aria

Hanno resistito per secoli, spesso per millenni, alle ingiurie del tempo, ma ora rischiano di soccombere e sgretolarsi sotto i colpi di un nemico invisibile e sempre più insidioso: lo smog. Sono i monumenti che arricchiscono le città italiane, veri e propri tesori minacciati da polveri, ossidi di azoto, di zolfo ed altri veleni prodotti dal traffico automobilistico. In prossimità del Colosseo ad esempio, le polveri registrano picchi di 150 microgrammi al metro cubo, il biossido d’azoto (NO2) sfiora i 130 µg/m3 ed il biossido di zolfo (SO2) raggiunge i 25 µg/m3.

Valori analoghi nei pressi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed in Piazza Santa Maria delle Grazie a Milano, dove è custodito il Cenacolo di Leonardo.

Le analisi fatte da Legambiente nel corso della campagna Salvalarte hanno rilevato in molti centri storici livelli di smog tali da compromettere, oltre alla salute dei cittadini, anche quella dei monumenti. “Maglia nera” di questa speciale classifica è proprio Milano: a Santa Maria delle Grazie le polveri hanno superato i 200 µg/m3, il biossido d’azoto ha sfiorato i 180 µg/m3 ed il biossido di zolfo è arrivato a 120 µg/m3. Ma anche a Roma, Catania e Firenze i beni culturali respirano un’aria pessima.

Ma come agisce lo smog sui tesori d’arte? É stato dimostrato che l’inquinamento accelera bruscamente l’invecchiamento naturale dei materiali ed il primo effetto di questo stress ambientale è sotto gli occhi di tutti: il marmo, le facciate di chiese e palazzi, le statue si anneriscono con grande rapidità. Il passaggio successivo è quello dell’erosione del materiale lapideo che pian piano si sgretola e le sostanze inquinanti raggiungono spesso anche l’interno delle strutture, provocando la formazione di sali potenzialmente responsabili di fratturazioni, alterando sia i pigmenti che la tela dei dipinti.

“La campagna di Legambiente – ha commentato il sottosegretario all’Ambiente, Valerio Calzolaiodimostra che la lotta all’inquinamento atmosferico ha effetti plurimi ed è una priorità mondiale per proteggere clima, salute e arte”.

“Salvalarte – ha aggiunto Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambienteconferma che l’attuale degrado dei nostri beni culturali è un grande problema nazionale che va affrontato con maggiore impegno”.



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