Abolizione della leva: il servizio civile non va buttato alle ortiche

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che prevede l’abolizione del servizio militare di leva per i giovani nati dal primo Gennaio 1986, ma questo non deve essere il grimaldello per buttare alle ortiche il servizio civile. Quello degli obiettori di coscienza è un esercito senza stellette che fa molto e molto ancora potrà fare e dare per la difesa del territorio, per la protezione civile, per la salvaguardia dell’ambiente, per la manutenzione e la valorizzazione dei beni culturali, per la sanità.

Un’opportunità, per i giovani, di formazione culturale e anche di formazione lavorativa.

“La riforma della leva – ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore nazionale di Legambientesiamo tutti d’accordo, è necessaria. Più volte però, pensando all’abolizione della naja, avevamo proposto un’alternativa al servizio militare. Avremmo anche voluto che la riforma della leva e quella del servizio civile viaggiassero su binari paralleli. Anzi, per onestà e serietà, il Governo avrebbe dovuto affrontare le due questioni contemporaneamente. Così non è stato, non vorremmo ora che il procrastinare la decisione sul servizio civile sia soltanto un modo per lasciar cadere la discussione sul tema”.

“Il Ministro della Difesa afferma che non è vero che il lavoro degli obiettori è gratuito. È vero. Svolgono un servizio impagabile in settori dove molto spesso la presenza dello Stato è lacunosa, carente, inadeguata. Pensiamo ai senza tetto, agli anziani, al disagio mentale, ai disabili. Pensiamo ai parchi, alle aree archeologiche, ai beni culturali in genere, agli enti locali, alle associazioni no-profit. Insomma noi chiediamo oggi più che mai un esercito che possa rispondere in maniera più moderna al dettato costituzionale che obbliga alla difesa della patria: riteniamo infatti che oggi il voler bene all’Italia, la difesa del nostro Paese, possano essere meglio espressi con un impegno dei giovani in campi diversi, come sanità, ambiente e beni culturali. E sarebbe senz’altro un segno di grande modernità far sì che questo servizio possa essere svolto anche dalle donne”.



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