Ecosistema Urbano

La sfida ambientale fra le città italiane premia il nord e soprattutto la Lombardia. L’Oscar 1999 di eco-qualità urbana è stato infatti assegnato a Pavia, seguita da Bergamo e Como (ma 6 città lombarde si trovano tra le prime 10). Ultima, in questa gara di ambiente, Latina che è preceduta da Lecce, Vibo Valentia e Trapani. Questa la mappa dell’eco-geografia italiana tracciata dal rapporto “Ecosistema Urbano”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia.

“Quest’anno purtroppo – ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambientesi registra una battuta d’arresto in quel lento, ma costante processo che negli ultimi anni sembrava dover colmare il divario nord-sud. Nell’alta classifica sono completamente assenti 5 regioni: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna”.

Tra le grandi città la prima a comparire in classifica è Bologna al quinto posto, Torino al nono e Firenze, prima città del centro, al dodicesimo. Mentre non si comportano bene in ambiente Milano in posizione numero 73 e Napoli a 70. Roma e Genova sono a metà classifica (posizione 22 e 35), ma indietreggiano un po’ rispetto al 98. Flop di Mantova, prima nel 1998 e che quest’anno precipita invece al trentesimo posto, grazie anche al consumo record di acqua per abitante di 781 litri al giorno (la meno sprecona è Arezzo con 175). Prima città del sud è Salerno, diciassettesima.

Le materie su cui si sono confrontate le 98 città in gara sono 18 (rifiuti, consumi di acqua, carburanti, elettricità, smog, rumore, depurazione, verde pubblico, trasporti ecc.) raggruppati in tre grandi categorie: indicatori di pressione, indicatori di stato, indicatori di risposta. Pavia la vincitrice, che era nona lo scorso anno, è una città in cui si trova un’ottima sintesi di alcune virtù: una buona rete di monitoraggio dell’aria, un sistema efficiente di depurazione, un livello di utilizzo del trasporto pubblico tra i più alti d’Italia, un’ottima qualità delle acqua potabili del tutto prive di nitrati, un buon livello di raccolta differenziata. Al contrario Latina ha un utilizzo del trasporto pubblico tra i più bassi d’Italia, non ha alcuna area pedonalizzata e la raccolta differenziata dei rifiuti si ferma al 2%. Grazie all’utilizzo di eco-indicatori è possibile vedere dove si è fatto un passo avanti e dove invece si è ancora in una situazione di stallo: migliora la qualità dell’aria per quanto riguarda l’inquinamento del biossido di azoto, diminuisce la produzione di rifiuti, aumenta in alcune città (Firenze e Venezia) l’utilizzo del trasporto pubblico, ma peggiora la qualità dell’acqua e ne aumentano gli sprechi, aumentano le auto e la depurazione non decolla.



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