Ecomafie nel codice penale

La vera svolta nella lotta all’ecomafia potrà venire soprattutto dalla revisione del codice penale e dall’introduzione in quest’ultimo dei delitti contro l’ambiente. A sostenerlo è il Procuratore Nazionale Antimafia Pierluigi Vigna, intervenuto al Congresso Nazionale di Legambiente.

“Concordo con quegli studiosi – ha dichiarato Vigna – secondo i quali il codice penale deve sempre più proteggere quei beni tutelati dalla Costituzione, eliminando le figure di reato che non hanno una stretta relazione con la Carta Costituzionale. E poiché i beni culturali e ambientali sono tutelati dalla Costituzione, è apprezzabile il disegno di legge che prevede anche i reati di ecomafia, un’attività che è in fondo un’aggravante del crimine mafioso, quello che agisce con delitti ambientali”.

“L’ambiente – ha aggiunto Vigna – sta diventando un dato fondamentale. Anche lo statuto della Corte Internazionale Penale, al quale mancano però le ratifiche di 60 Stati, prevede tra i delitti contro l’umanità anche quelli ambientali causati dai conflitti bellici”.



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