Il miele riconosciuto “prodotto agricolo”, finora per l’Ue era considerato un prodotto industriale

Il 2 Marzo l’Unione Europea ha trasferito il “dossier miele” alla Direzione Generale VI (Agricoltura). Questa notizia, apparentemente innocua, ha un grandissimo valore per chi, come Legambiente e Unaapi, conduce da tempo una battaglia – anche con una petizione lanciata a Settembre ’99 – per il riconoscimento a livello europeo del miele quale prodotto agricolo e non industriale, stabilendo così la non correttezza delle manipolazioni cui il prodotto, privo di leggi precise al riguardo, viene sottoposto in molti paesi.

Secondo il documento della D.G. III (Industria) quindi, il passaggio si è avuto grazie all’interessamento diretto del Presidente Prodi, il quale già alcuni mesi fa, aveva provveduto a rispondere dettagliatamente ad una lettera inviatagli al riguardo da Legambiente.

Unaapi e Legambiente continuano intanto a raccogliere le firme per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea di impegnarsi per l’immediata conclusione della procedura per la concessione dell’Attestazione di specificità Alimentare per il miele Vergine Integrale. Non dimentichiamo che il miele è infatti una delle poche derrate alimentari di cui l’Unione Europea è largamente deficitaria, tanto che il 50% del miele consumato in Italia è di origine extracomunitaria e da quando USA e Giappone hanno bloccato le importazioni di miele dalla Cina per adulterazioni, l’Europa è diventata la discarica delle frodi.

La direttiva Comunitaria equiparava il miele ad un qualsiasi prodotto industriale e di conseguenza non permetteva al consumatore di conoscere l’origine geografica del prodotto; non definiva standard qualitativi rigorosi che consentissero di combattere le adulterazioni; non consentiva ai Paesi dell’Unione Europea l’adozione di norme più specifiche a sostegno della riconoscibilità del miele di qualità.

L’eccezionale risultato ottenuto, frutto di una grande battaglia in cui l’Italia ha saputo porsi quale capofila di un fronte ampio di paesi per la difesa e la valorizzazione della qualità del miele, potrà finalmente dare una svolta alla direttiva, permettendo una ridefinizione degli aspetti qualitativi, la predisposizione di un efficiente sistema di lotta alle frodi e di una adeguata informazione del consumatore.

Legambiente e Unaapi esprimono quindi riconoscenza e stima da parte degli apicoltori italiani dei consumatori per il Commissario Prodi e per il Ministro De Castro, per le ripetute prese di posizione e sollecitazioni espresse nelle varie sedi di discussione



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