Falde acquifere: sos inquinamento

Sul pianeta assetato, l’acqua è messa a rischio anche dall’inquinamento. Le falde acquifere, il polmone azzurro della terra, sono sempre più spesso contaminate da pesticidi, arsenico, metalli pesanti, nitrati, solventi, petrolio mescolati in un cocktail velenoso che distrugge un bene accumulato per le generazioni future. La mappa delle falde inquinate è stata pubblicata sull’edizione italiana del Worldwatch ed è stata diffusa da Legambiente in occasione dell’apertura del Forum mondiale sull’acqua dell’Aja.

Il segnale nero dell’inquinamento segnato sulla mappa del mondo tocca anche l’Italia: nella pianura padana l’acqua è messa a rischio infatti dai pesticidi usati nell’agricoltura. Il rischio esiste anche negli altri paesi europei: in Spagna il pericolo si chiama piombo ed altri metalli pesanti, in Francia e Germania i prodotti petrolchimici, i solventi in Gran Bretagna, i nitrati in Danimarca e Olanda. I paesi a più alta concentrazione di veleni nell’acqua sono però gli Stati Uniti e l’India. Negli Usa c’è un campionario completo di tutti gli inquinanti, mentre in India c’è una presenza molto fitta di sali, fluoruri, piombo e pesticidi.

Il tempo per il riciclo completo delle falde è di 1.400 anni, contro i soli 20 giorni dei fiumi. Le falde sono bacini di raccolta per gli inquinanti che filtrano e così si riduce la disponibilità d’acqua.

Attualmente in tutti i continenti le falde vengono trivellate e danno acqua a più di un miliardo e mezzo di persone.

La falda sotto la piana di Huang-Huai-Hai in Cina rifornisce di acqua potabile 160 milioni di cinesi e nel Bangladesh a causa dell’inquinamento dei fiumi il 90% dell’acqua potabile viene dalle falde. L’Asia dipende nel suo complesso dalle falde per un terzo di tutta la sua fornitura di acqua potabile; più del 95% della popolazione rurale Usa estrae l’acqua potabile dalle falde acquifere e megalopoli come Città del Messico, Jakarta, Lima dipendono completamente dagli acquiferi.

Tra i casi più gravi di contaminazione delle falde, il Worldwatch ricorda che il 15% dei campioni di acqua di falda Usa presentano concentrazioni di nitrati superiori alla media, come nello Sri Lanka il 79% dei pozzi sono fuorilegge sempre per i nitrati, così come i pozzi della Romania e della Moldavia, in Gran Bretagna 350 stazioni di servizio Shell hanno contaminato gli acquiferi con i carburanti. Eppure i costi per ripulire le acque e renderle di nuovo pronte all’uso potabile sono altissimi: gli Usa spendono 400 milioni di dollari nel midwest ogni anno per pulire l’acqua da un singolo agente chimico come l’atrazina.



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