Fusignano, per compensare la CO2 la strada è ancora lunga

Inaugurato il secondo stralcio del bosco con 10 alberi, ma ne servirebbero altri 33.000

Cogliendo l’occasione della Festa dell’Albero organizzata da Legambiente a livello nazionale, il Comune di Fusignano (RA) ha deciso di inaugurare con la piantumazione di 10 alberi il secondo lotto del “Bosco di Fusignano” nell’area acquisita con varianti al PRG che ha reso edificabile altro terreno per la costruzione di case da parte di privati.

L’intenzione del Comune di Fusignano è apprezzabile. È giusto contribuire a contrastare l’effetto serra provocato dall’aumento della produzione dell’anidride carbonica e mettere una pezza a quanto fatto negli anni scorsi con l’eccessiva urbanizzazione. Ma la strada per compensare la produzione di gas serra dell’abitato di Fusignano, che contribuisce per la sua parte a provocare cambiamenti climatici enormi con conseguenze pesanti sull’economia e sulla vita del pianeta, appare ancora molto lunga.

Secondo i calcoli degli esperti di Legambiente per assorbire le 24 mila tonnellate di anidride carbonica prodotta dai circa 8000 abitanti di Fusignano (senza contare il pesante contributo della zona industriale) sarebbe necessario piantare un bosco di 33 ettari (con 33.000 nuovi alberi) con le stesse caratteristiche dell’area di riequilibrio ecologico realizzata nel 1999. Legambiente ha usato i criteri definiti da “Azzero CO2” l’organizzazione che sta curando fra l’altro la realizzazione di aree boscate a Campotto nel Comune di Argenta grazie al programma “Parchi per Kyoto” finanziato da alcune aziende private. Secondo questi parametri la produzione di anidride carbonica derivante dal consumo di elettricità e di gas per il riscaldamento e gli usi di cucina delle circa 3000 abitazioni esistenti nell’area comunale è di oltre 15 mila tonnellate di CO2. Aggiungendo i gas serra prodotti dai circa 4800 automezzi dei fusignanesi e stimando una media di 10.000 km l’anno per ogni automezzo (e quindi altre 8 mila tonnellate) si ha un totale di quasi 24 mila tonnellate di anidride carbonica prodotta soltanto dagli usi civili, ai quali bisognerebbe aggiungere il contributo delle attività produttive, specie quelle industriali.

Ogni albero almeno nei suoi primi 20 anni di vita, assorte anidride carbonica per circa 700 kg l’anno e quindi per assorbire l’anidride carbonica prodotta dal consumo di energia elettrica, gas e uso dell’auto servono altri 33 mila alberi (e 33 ettari di terreno) in aggiunta all’area di riequilibrio ecologico esistente. Il progetto c’è già! Infatti l’intero intervento venne progettato per moduli che, oltre a consentire un aspetto più “naturale” (con zone più fitte e radure) e rispondere all’esigenza di avere nuclei di piante sempreverdi alternate con altre con frutti eduli per la fauna, fornivano un modello base facilmente replicabile alle aree adiacenti, data l’intenzione espressa all’epoca dall’Amministrazione Comunale di estendere tale intervento anche alle aree limitrofe destinate dal PRG a parco perturbano (circa 11 ettari).



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