Social Forum Mondiale, Legambiente a “Terra Futura”

Crisi del liberismo e ambientale sono occasioni per riaffermare la giustizia sociale

“La crisi che sta coinvolgendo tutto il sistema globale crea un contesto del tutto nuovo di cui occorre sondare le difficoltà e le opportunità. L’ubriacatura liberista degli ultimi anni, l’ideologia del mercato come unico parametro dello sviluppo hanno concluso il loro corso. Dobbiamo però sapere che questo sistema è entrato in crisi per implosione interna e non per effetto della reazione alle enormi disuguaglianze che ha prodotto nel mondo”.

É quanto afferma il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza intervenendo al seminario organizzato al World Social Forum di Belem, “Giustizia e conflitti ambientali: una sfida per il futuro” che tratta anche la questione della “Governance” della sostenibilità.

“I movimenti e le associazioni – sostiene ancora Cogliati Dezza – hanno quindi l’importante compito di creare nuovi spazi di democrazia e di partecipazione partendo dalla consapevolezza che la crisi del liberismo e la globalità della crisi climatico-ambientale rappresentano un’occasione unica per riaffermare il valore dell’interesse generale e per coinvolgere le persone in battaglie concretamente in difesa dell’interesse generale”.

Il seminario è stata l’occasione per presentare in anteprima il documento della nuova edizione di “Terra Futura”, manifestazione di cui Legambiente è partner.

“Terra Futura – continua il presidente di Legambiente – rappresenta un appuntamento molto importante per riflettere collettivamente su cosa significa oggi governare la globalizzazione. Oggi infatti è fondamentale agire sul livello locale, ma le esperienze raccolte devono poi essere inserite in una rete di confronto sovra locale che permetta di creare alleanze”.

Legambiente è fermamente convinta che sia fondamentale coniugare le azioni di contrasto ai cambiamenti climatici con le opportunità di valorizzare il ruolo di queste azioni come le vere misure antirecessive che possono portare benefici sociali e ambientali.

“Decarbonizzare l’economia – ha aggiunto Cogliati Dezza – implica necessariamente interrogarsi non solo sulle risorse energetiche e sul loro approvvigionamento, ma anche sul consumo di natura e di materie prime, sull’innovazione dei prodotti e dei processi, su nuove regolamentazioni del mercato imposte dalla volontà pubblica, sulla necessità di difendere l’occupazione e i livelli di vita delle fasce più povere creando nuove opportunità di lavoro in questi campi. Per questo – ha concluso – è giusto parlare di Green New Deal come grande opportunità”.



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