Documento Legambiente-CGIL per combattere la recessione

La qualità e l’innovazione ambientale quali chiavi delle politiche di intervento e sviluppo

Un approccio inedito, in cui qualità e innovazione ambientale siano protagoniste delle politiche d’intervento, in opposizione all’ormai tradizionale – e infruttuoso – ricorso all’apporto di risorse pubbliche nei settori abituali in crisi; una proposta articolata e concreta per recuperare 15 miliardi di euro, equivalenti all’11% del Pil, per creare 350.000 posti di lavoro, intervenendo in quattro aree strategiche per promuovere cambiamenti positivi per le famiglie come per i più importanti settori produttivi e industriali italiani. Energia, casa, trasporti e sicurezza ambientale: quattro ambiti nei quali intervenire perché capaci di innovazione profonda e duratura, dove la fiscalità deve spostare il prelievo dal lavoro al consumo delle risorse ambientali, recuperando le distorsioni che producono degrado dei territori, inquinamento, arretratezze, ingiustizie fiscali.

Questi i punti chiave del documento presentato a Roma nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente e Paola Agnello Modica segretaria confederale della Cgil e che rappresenta il primo appuntamento di una campagna di confronti e approfondimenti con il mondo della produzione e delle istituzioni.

“Obiettivo del documento – hanno dichiarato i due interlocutori – è quello di avanzare alcune idee e proposte concrete per cercare di combattere la recessione e i timori verso il futuro, aprendo un confronto con le forze sociali e politiche”.

A tenere assieme le idee e gli interventi è la convinzione che questa sia una crisi economica vera, pesante, che viene assumendo caratteri del tutto inediti perché completamente nuove sono le condizioni che riguardano la finanza, il lavoro, la globalizzazione dei mercati. Non sappiamo quanto durerà la recessione, ma occorre affrontarla con una analisi lucida della situazione del Paese con la chiara convinzione che se la crisi verrà affrontata nel modo giusto potrà essere una opportunità per costruire un’Italia più forte, efficiente, giusta.

I provvedimenti approvati dal Governo in queste settimane appaiono del tutto inadeguati a mettere il sistema produttivo in condizione di rispondere alle sfide che ci aspettano nel futuro.

“È evidente – ha sottolineato Cogliati Dezza – che quella che è entrata in crisi è l’ubriacatura liberista degli ultimi anni, l’ideologia del mercato come unico parametro dello sviluppo, che unita all’ormai palese crisi climatica ha determinato una situazione eccezionale che ci impone di guardare alla crisi con occhi nuovi per affrontarla con strumenti realmente innovativi. Un’economia a bassa emissione di CO2 è la sfida che possiamo vincere creando lavoro e ricchezze per tutti, dando prospettive serie ai giovani, liberando il Paese dalla dipendenza dalle fonti fossili”.

Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, “la grave crisi economica che peserà sul paese per i prossimi mesi, potrebbe diventare l’occasione di una svolta importante nei processi produttivi e nelle scelte dell’industria italiana, se il governo fosse in grado di affrontarle con misure intelligenti, mirate, e si spera, tempestive. Sarebbe necessaria una strategia che puntasse a incentivare settori strategici dell’economia condizionandole a scelte che rispondano a criteri di innovazione tecnologica, efficienza energetica, rispetto dell’ambiente. Si avvierebbe così un nuovo ciclo produttivo che, proprio grazie all’innovazione tecnologica “verde”, aprirebbe spazi di ricerca, occupazione, mercati, proponendo nello stesso tempo un modello di sviluppo più equilibrato. A questo proposito Cgil e Legambiente lavoreranno insieme ad alcune proposte concrete e le renderanno pubbliche in un’iniziativa comune prevista per il 10 marzo. Intanto, già nei prossimi giorni, avvieremo un confronto su questi temi con le associazioni imprenditoriali”.



Categorie:News

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