Concluso il 9° congresso di Legambiente Emilia-Romagna

Difesa dell’ambiente, lotta al consumo di suolo, energie rinnovabili, scuola, innovazione

Si è svolto a Bologna il 9° Congresso di Legambiente Emilia Romagna. L’assemblea e la relazione del Presidente Regionale uscente Luigi Rambelli hanno avuto come base una proposta di documento scaturito dal lavoro di un gruppo ampio e partecipato e assunto dalla Direzione Regionale. Dall’ampio dibattito svolto nel congresso – al quale hanno preso parte anche i due massimi dirigenti nazionale dell’associazione Rossella Muroni, Direttrice Generale e Vittorio Cogliati Dezza, Presidente – è emersa una forte denuncia della situazione ambientale presente anche in Emilia Romagna, che vede Legambiente impegnata in vere e proprie vertenze, sia sul piano politico/istituzionale sia con iniziative giudiziarie (tra queste la vicenda Solvay di Ferrara, il Processo TAV Bologna Firenze, l’inchiesta sulla Centrale S. Marco di Bando, il nugolo di procedimenti sulle escavazioni dì sabbia del Po, il processo ENEL per la Centrale di Porto Tolle).

Il documento approvato al termine dei lavori esprime una forte critica all’azione di governo a livello centrale, regionale e locale; parla esplicitamente di crisi del modello emiliano e denuncia la forte riduzione delle diversità dell’Emilia Romagna rispetto alle altre regioni del paese; afferma l’urgenza di cambiare le politiche economiche di fronte all’evidente fallimento del modello di sviluppo basato sulla crescita e la necessità di un cambio di passo sostanziale per far fronte alla attuale fase. Le proposte di Legambiente sul tema dei cambiamenti climatici e per il rilancio dell’economia e dell’occupazione chiedono politiche basate sulla difesa dell’ambiente, il blocco del consumo di suolo, la riscoperta della cultura della manutenzione, una mobilità che passi dalla strada alla rotaia non solo a parole, un ampio uso energie rinnovabili, il sostegno della scuola pubblica e della ricerca, l’innovazione di processo e di prodotto.

Al termine dei lavori è stata eletta la nuova direzione regionale. I 23 componenti sono: Kim Bishop, Claudio Corticelli, Marco Sebastiano, Nino Pizzimenti e Sandra Sazzini dell’area bolognese; Paola Fagioli e Marzia Marchi dell’area ferrarese; William Denti, Alessandra Filippi e Sabina Piccinini dell’area modenese; Fabio Faccini e Lorenzo Frattini dell’area parmense; Giuseppe Castelnuovo, Laura Chiappa e Marco Natali dell’area piacentina; Romano Boldrini, Giacinto De Renzi, Sara Lunghi, Luigi Rambelli e Yuri Rambelli dell’area ravennate; Massimo Becchi e Cristina Bondavalli del reggiano; Barbara Semprini Cesari di Rimini. Da segnalare una maggiore presenza di giovani e di donne (sono 10 su 23) nel massimo organismo dirigente dell’associazione.

Al termine della sua relazione Luigi Rambelli, presidente uscente, aveva confermato l’intenzione, annunciata da tempo, di non ricandidarsi per un altro mandato alla guida dell’associazione. La nuova direzione regionale, riunita a conclusione del congresso, ha scelto in modo unanime di confermare Luigi Rambelli alla Presidenza di Legambiente Emilia Romagna e di avviare un percorso per la formazione di un nuovo gruppo dirigente dell’associazione.



Categorie:News

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