Operazione Po 2009 – Caorso

caorso1No al nucleare, sì alle fonti pulite e all’efficienza energetica, per un’Italia più moderna, sicura e pulita. Presidio di Legambiente davanti alla centrale di Caorso.

Operazione Po, la campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del grande fiume e dei territori rivieraschi, ha deciso di fare tappa a Caorso per ribadire il proprio no all’energia nucleare, per puntare invece sulle fonti pulite e sull’efficienza energetica.

Le iniziative di Legambiente per un futuro sostenibile del fiume Po sono state illustrate durante una conferenza stampa a Caorso da Massimo Serafini, portavoce di Operazione Po, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente, Lorenzo Frattini e Laura Chiappa, dell’ufficio di presidenza di Legambiente Emilia-Romagna. Erano inoltre presenti, Damiano di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia Romagna, Lino Zanichelli, Assessore Regionale Ambiente e Sviluppo Sostenibile, Massimo Trespidi, Presidente Amministrazione Provinciale di Piacenza, Fabio Callori, Sindaco di Caorso e Pierangelo Carbone, Assessore all’ambiente di Piacenza.

caorso2“Sul Po e sulle popolazioni che vivono lungo il suo corso incombe una minaccia grave – ha dichiarato Massimo Serafini, portavoce di Operazione Po – È possibile infatti che il governo decida di collocare lungo il suo corso una delle centrali nucleari che ha deciso di costruire, senza coinvolgere comuni, province e regioni e soprattutto ignorando l’esito di un referendum popolare. Sul Po sono già ospitate, soprattutto in Piemonte e a Corso, le scorie radioattive del vecchio nucleare che rappresentano una grave minaccia per le popolazioni del Po e soprattutto la prova dell’incapacità evidente di smantellare una centrale nucleare. Non a caso abbiamo voluto fare proprio qui a Caorso un presidio simbolico davanti alla centrale nucleare. Facciamo appello alla popolazione, a sindaci ed amministratori affinché si uniscano a noi nella lotta per richiedere al governo la messa in sicurezza, individuando rapidamente il sito nazionale in cui depositarle, delle scorie pregresse e per dichiarare i territori del Po territori denuclearizzati e totalmente indisponibili ad ospitare impianti nucleari”.

Il Governo continua a ripetere i soliti luoghi comuni sul nucleare, alimentando solo false speranze sull’energia dell’atomo, mentre in realtà il suo utilizzo non potrà risolvere la crisi economica ed energetica.

“Il dibattito a favore del nucleare di questi mesi – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente – è stato sovraccaricato di luoghi comuni e vere bugie: non è vero che il nucleare ci rende autonomi dall’estero; non è vero che i problemi di sicurezza sono stati risolti; non è vero che la bolletta sarà più bassa, tanto che l’amministratore delegato dell’Enel ha chiesto fin da oggi un prezzo garantito nelle bollette dei cittadini; non è vero che i costi sono quelli dichiarati da Enel ed Enea e non è vero che il nucleare non emette CO2″.

caorso3Secondo Legambiente non ci sarà nessun vantaggio per la riduzione di emissioni in atmosfera: al 2020, infatti, se tutto va bene ci sarà una centrale operativa che ridurrà le emissioni per poco più di 4 mln di ton, che, a fronte di una produzione odierna di 552,8 mln/T annue in Italia di CO2, corrisponde allo 0,7%. Tutto ciò al netto della produzione di CO2 di tutta la filiera, perché alcuni studi recenti hanno calcolato che se si considera tutto il ciclo di lavorazione, per ogni kwh di produzione con il nucleare si emette la stessa quantità di CO2 di un kwh prodotto con il ciclo combinato. Il nucleare servirà poi solo alla produzione di elettricità, settore responsabile delle emissioni di CO2 per il 18-20% del totale, che non tocca gli altri grandi responsabili, i trasporti e la residenzialità.

“Presentare il nucleare come la soluzione dei problemi energetici del nostro Paese – ha aggiunto Cogliati Dezza – è una scelta controproducente e dannosa per il nostro futuro”.

Legambiente con il presidio simbolico organizzato davanti alla centrale nucleare di Caorso ha chiesto, nel ribadire il proprio rifiuto all’energia prodotta dall’atomo, che si investa invece in energie rinnovabili ed efficienza energetica.

caorso4“L’Emilia-Romagna – ha dichiarato Lorenzo Frattini, dell’ufficio di presidenza di Legambiente Emilia – ha dichiarato il territorio della nostra regione non disponibile per l’installazione di centrali nucleari e non possiamo che valutare positivamente questa decisione. Ora chiediamo agli amministratori di proseguire su questo percorso “virtuoso” indicando chiaramente la strada per realizzare l’obiettivo europeo del 20 20 20 sull’energia. L’unico futuro possibile per la nostra regione passa infatti dall’adozione generalizzata di fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale, da investimenti in efficienza e risparmio energetico, oltre che dalla valorizzazione del nostro straordinario patrimonio culturale e ambientale, non certo dal ritorno ad una tecnologia insicura e costosa come il nucleare”.

“Noi di Piacenza, che abbiamo vissuto e stiamo vivendo in forme e modi diversi “L’incubo di Casa Nostra” sappiamo cosa significa avere una centrale nucleare a poche centinaia di metri o a qualche km di distanza! Una gestione più militare che civile – ha dichiarato Laura Chiappa, Presidente di Legambiente Piacenza e membro dell’ufficio di presidenza di Legambiente Emilia-Romagna – dove tutto ciò che avviene all’interno è top-secret, dove la mancanza di trasparenza e di controllo si sono assommati alle decine di incidenti più o meno gravi. Non riusciamo a capire come si possa riproporre un impianto in un area tra le più antropizzate del mondo, che rende drammatici ed esponenziali i costi per una seria prevenzione e sicurezza”.



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