Operazione Po 2009 – No alla bacinizzazione, sì alla rinaturalizzazione

torricella1Operazione Po, la campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del grande fiume e dei territori rivieraschi, ha deciso di fare tappa il 4 settembre a Torricella di Sissa per parlare dei progetti scellerati di bacinizzazione del fiume e puntare invece sulla rinaturalizzazione del corso d’acqua, come chiave per un futuro sostenibile del bacino padano.

Le iniziative di Legambiente sono state illustrate durante una conferenza stampa presso il Parco Boschi Maria Luigia di Torricella di Sissa (PR), da Massimo Serafini, portavoce di Operazione Po, Giulio Conte (Ambiente Italia e IRIDRA), esperto Riqualificazione dei fiumi, Fabio Faccini, della direzione regionale di Legambiente, Marco Moreni, Assessore all’ambiente del Comune di Sissa, Gabriella Meo, Assessore alla Salvaguardia e Sviluppo del Patrimonio Paesaggistico, Aree Protette, Riserve e Parchi, Tutela delle biodiversità, Turismo della Provincia di Parma e Pierluigi Viaroli, Università di Parma, Dipartimento di Scienze Ambientali

“Il Po è il più importante e sfruttato fiume d’Italia – ha dichiarato Massimo Serafini, portavoce di Operazione Po – ma su di esso non è mai stata realizzata una politica unitaria e convincente: si è così assistito alla proliferazione di enti ed istituzioni che con scarsi risultati cercano di far fronte alle piene e ai momenti di scarsa portata. Operazione Po ha come obiettivo l’avvio di misure concrete che affrontino decisamente i problemi del grande fiume a partire dall’avvio delle azioni necessarie a tutelare la sicurezza idraulica delle città e dei paesi situati sulle sue sponde e a perseguire il risanamento e la qualità delle sue acque, nonché la valorizzazione delle grandi risorse naturali, paesaggistiche, culturali che possono sostenere la rinascita economica e garantire un futuro migliore per le popolazioni rivierasche”.

torricella2Garantire un futuro a questi territori significa abbandonare progetti scellerati che vorrebbero trasformarlo in un canale artificiale, in nome di una navigazione commerciale che sembra destinata a non decollare mai, e restituire invece al fiume i suoi spazi.

Negli ultimi tempi sono stati fatti passi in avanti per la qualità delle acque del fiume, grazie all’azzeramento del fosforo nei detersivi e alcune riduzioni degli scarichi agricoli e degli allevamenti, ma il risultato non può certo essere considerato un punto di arrivo.

“Istituzioni, operatori turistici, associazioni ambientaliste e cittadini si battono da decenni per migliorare la condizione ambientale del fiume, del mare e delle coste – ha aggiunto Giulio Contema c’è anche chi vorrebbe ulteriormente alterare lo stato del corso d’acqua con proposte e progetti sconsiderati come quello proposto da AIPO (l’ex Magistrato per il Po) con altri 4 sbarramenti fra Isola Serafini e la foce del Mincio (a monte della derivazione del Canale Emiliano Romagnolo) che rischiano non solo di compromettere una prospettiva di sostenibilità, ma addirittura di peggiorare l’attuale condizione. Per garantire un futuro al fiume è invece fondamentale restituire al Po le proprie aree di pertinenza: golene più naturali, meno opere idrauliche, significano ridurre i costi di gestione – che sono sempre più elevati – oltre a rappresentare validi strumenti di difesa idraulica nei momenti di piena e importanti riserve da utilizzare nei periodi di siccità”.

torricella3“Come provincia di Parma – ha dichiarato Gabriella Meoin questi ultimi anni abbiamo fatto un forte investimento sulla promozione turistica del fiume, facendo anche un’operazione contro corrente, in quanto nessuno aveva pensato di sviluppare queste potenzialità. È ovvio che proprio per questo seguiamo con interesse e preoccupazione tutta la discussione in corso a livello nazionale sul destino e futuro dell’area. Riteniamo che il fiume vada valorizzato per quello che è: risorsa acqua e qualità delle sponde. Da questo punto di vista ha ancora molti da offrire. Abbiamo investito in percorsi ciclabili, attracchi e iniziative e per noi il fiume ha questa valenza di struttura portante della bassa, come valenza naturale e opportunità turistica. Ringraziamo perciò Legambiente di aver portato ancora una volta l’attenzione sul futuro del grande fiume”.

“Come amministrazione di Sissa – ha dichiarato Marco Morenisiamo lieti che questa iniziativa riporti l’attenzione su questi temi. Il Po è al centro del nostro territorio e quindi le nostre azioni e progetti sono strettamente legati a questa realtà. Da anni si parla a vari livelli di riqualificazione del fiume, ma purtroppo è difficile vedere passi concreti e risultati in questa direzione. Sul tema specifico della bacinizzazione, di cui si parla molto in questi mesi, va segnalata la carenza di informazioni concrete, rendendo così difficile una comprensione dei possibili effetti di queste grandi opere. Alla luce di questo, riteniamo importante la campagna di Legambiente per far conoscere i rischi di operazioni di questo tipo”.



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