Legambiente: pronti a vincere di nuovo contro il nucleare!

nonukeDopo San Benedetto Po e Caorso, Legambiente davanti alla centrale di Montalto di Castro

“Pronti a vincere di nuovo contro II nucleare!” È questo lo slogan delle magliette e degli striscioni gialli del “No Nuke Day” con cui Legambiente ha rilanciato da Montalto di Castro le iniziative antinucleariste, rivendicando il successo delle grandi manifestazioni contro il nucleare degli anni ’70 e ’80, concluse con il partecipatissimo referendum che nel novembre del 1987 mise la parola fine all’avventura atomica italiana.

Dopo le manifestazioni a San Benedetto Po (MN) e davanti alla centrale nucleare di Caorso (PC) (nella foto) nell’ambito di “Operazione Po”, lo scorso settembre, Legambiente riprende da Montalto di Castro la sua mobilitazione contro le ipotesi di ritorno all’energia nucleare nel nostro Paese.

“Cosi riparte la mobilitazione contro il nucleare, torniamo a Montalto con la stessa determinazione che ci ha fatto vincere tanti anni fa. La vera sfida che oggi abbiamo di fronte è affrontare il superamento della crisi climatica, intraprendendo le vere strade possibili, che sono il risparmio e l’efficienza energetica, la produzione da fonti rinnovabili e pulite, come sole e vento, ma invece si torna a proporre il nucleare. Con questa manifestazione – ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente – prosegue la grande mobilitazione nazionale, che si avvia con il coinvolgimento di tutta la rete associativa e produttiva e anche delle istituzioni. Una mobilitazione che durerà nel tempo contro questa scelta di ritorno al nucleare, che non serve agli obiettivi del protocollo di Kyoto, che ci isola dalle scelte internazionali ed è contro gli interessi delle comunità e di questi tenitori. La Maremma, inoltre, ha già pagato un caro prezzo come polo energetico con le centrali di Civitavecchia e Montalto e il tentativo di costruzione della centrale nucleare”.

Sono tante le bugie che circondano la proposta di ritorno al nucleare nel nostro Paese. L’energia nucleare è la fonte energetica più costosa e meno competitiva: tra costo industriale e sussidio di Stato il costo raggiunge circa gli 80 dollari al megawattora, secondo una stima al 2030 del Dipartimento USA (2007), tanto che persino l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica prevede una riduzione del contributo dell’atomo alla produzione elettrica mondiale che passerà dal 15% del 2006 a circa il 13% del 2030.

Il nucleare non permette di centrare gli obiettivi europei del 20-20-20: o si investe in tecnologia nucleare per la produzione energetica oppure si sceglie di sostenere la diffusione delle fonti rinnovabili, l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica, i due investimenti sono semplicemente alternativi e impossibili da portare avanti in parallelo. Scegliere il nucleare non vuol dire abbandonare i combustibili fossili: l’energia elettrica costituisce solo il 15% degli usi finali di energia, mentre il restante 85% è costituito da carburanti per i trasporti e calore per riscaldamento e processi industriali.



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