Cambio al vertice di Legambiente Emilia-Romagna

Nel direttivo di venerdì 20 novembre, l’organo deliberativo di Legambiente Emilia Romagna ha nominato il suo nuovo presidente: Lorenzo Frattini, 35 anni, ingegnere ambientale. Il nuovo presidente succede a Luigi Rambelli da anni alla guida della struttura regionale di Legambiente.

“L’assunzione di questo incarico dopo una presidenza importante come quella di Rambelli – ha detto Frattini durante il proprio intervento di insediamento – richiederà sicuramente qualche tempo di adattamento prima di una piena operatività, tuttavia, ci sono alcuni temi sui quali inizierò ad impegnarmi fin da subito. Tra questi vedo prioritario dover puntare l’attenzione sul consumo di suolo che in regione ha ormai raggiunto livelli preoccupanti, con tutte le conseguenze ambientali, sociali e culturali che ne conseguo. Altro aspetto nodale da affrontare è quello di una più forte spinta sulle politiche per la riduzione dei gas serra; quindi risparmio energetico (penso ai trasporti e all’edilizia) ed energie rinnovabili. La promozione massiccia di tali fonti – priorità per noi irrinunciabile – deve essere accompagnata da una maggiore attenzione all’inserimento ambientale e al dialogo tra le comunità locali per poter superare le attuali criticità”.

“Altro settore su cui occorre lavorare è quello dei rifiuti, in particolare sulle politiche di riduzione e sulla raccolta differenziata, che devono ancora fare tanta strada”.

“Più in generale ritengo che proprio in questo periodo di crisi ci sia la possibilità per un reale cambiamento del sistema produttivo. È il momento di promuovere un significativo spostamento dell’economia da settori poco innovativi ed inquinanti (industria pesante, grandi opere, speculazione edilizia) verso i campi della green economy”.

“In Emilia-Romagna ci sono tutte le condizioni perché questa rivoluzione verde prenda corpo, creando nuove opportunità di lavoro qualificate e diffuse. In questo contesto, Legambiente solleciterà le istituzioni e si farà promotrice anche di alleanze con soggetti innovativi, che danno corpo ai modelli che la nostra associazione teorizza da anni. Mi riferisco alla riqualificazione energetica come al riciclaggio, agli agricoltori del biologico e della filiera corta, agli operatori del turismo di qualità così come agli installatori di pannelli solari. Non dobbiamo avere dubbi sulla legittimità di lavorare anche con pezzi del mondo economico e produttivo, per portare avanti interessi generali”.

Riguardo alle modalità di lavoro, Frattini indica l’ambientalismo scientifico come strada maestra: “È sempre stata la bandiera di Legambiente, credo necessario continuare su questa strada per poter entrare nel merito dei problemi con la dovuta competenza e credibilità”.

Tra le iniziative che l’associazione ha già in cantiere, la campagna sul clima in vista di Copenaghen con eventi nelle piazze il prossimo 12 dicembre e il premio ai comuni ricicloni, mentre è già in corso la preparazione di un dossier sul consumo di suolo.



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