Scuola De Amicis di Bologna, chiediamo una città vivibile: giuste le preoccupazioni dei genitori, ma non possiamo “chiudere in gabbia” i bambini

Legambiente interviene nel dibattito in corso sulla sicurezza per i bambini della scuola De Amicis di Bologna, assediata da siringhe, bottiglie rotte e degrado. L’associazione ambientalista ha infatti la propria sede a pochi metri dalla materna e ben conosce i problemi dell’area, spesso abbandonata al degrado e alla sporcizia.

“Comprendiamo perfettamente le preoccupazioni dei genitori – sostiene Legambiente – ma non basta innalzare nuove cancellate. Dobbiamo chiedere di più. La nostra associazione si batte da anni per chiedere azioni concrete per migliorare la vivibilità di questo pezzo di città, spesso nell’indifferenza del mondo della politica, evidentemente impegnata a fare altro”.

Non è solo un problema di siringhe o bottiglie rotte: buche, cartelli divelti o resi illeggibili e mai rimpiazzati, cantieri interminabili, graffiti, giardini pubblici lasciati andare in malora o piazze e portici utilizzati come latrine a cielo aperto, ma anche la mancanza di una programmazione e di eventi culturali e sociali nell’area di Piazza XX Settembre sono tutti segnali (piccoli, minuscoli se presi singolarmente, ma determinanti se considerati nel loro complesso) di una città “abbandonata a sé stessa”, in cui qualunque cosa è permessa.

Ripensare, riqualificare una città non richiede grandi opere faraoniche, ma interventi continui, piccoli ma costanti per fare in modo che gli spazi della città siano vissuti, partecipati, condivisi dai cittadini. Non c’è bisogno di muri, ronde, presidi costanti da parte delle forze dell’ordine; c’è bisogno che i cittadini si riapproprino della loro città. In realtà sono molte le associazioni e i singoli cittadini che già si battono per questo e sarebbe compito della politica e delle istituzioni aiutare questi soggetti a rendere più vivibile la propria città, anziché abbandonarli a loro stessi, salvo poi andarli a cercare solo quando c’è da riscuotere l’affitto, i costi dei servizi pubblici e così via.

“Alzare una cancellata è un’operazione che nell’immediato sembra risolvere il problema – conclude Legambiente – ma vogliamo di più. I bambini hanno il diritto di poter giocare all’aperto, senza dover essere rinchiusi per la loro sicurezza in una sorta di gabbia a cielo aperto. Tutti abbiamo il diritto di vivere in una città più vivibile e per questo chiediamo un intervento concreto di politici e amministratori di Bologna. Abbiamo chiesto da tempo un incontro al commissario Cancellieri per discutere di questi problemi, stiamo ancora aspettando”.



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