Scaldabagni elettrici negli alloggi Acer a Bologna: una scelta sbagliata

Dura critica di Legambiente alla scelta di ACER Bologna relativa agli alloggi ERP. Scelta che potrebbe essere evitata con corrette politiche di riqualificazione energetica promosse dal Comune e sostenute dalla Regione.

“La scelta di ACER di installare 500 scaldabagno elettrici in alloggi del quartiere Barca e Pilastro di Bologna è una follia energetica, un crimine contro il clima e una palese ingiustizia verso gli inquilini, che vedranno accrescere ingiustamente le proprie bollette per l’energia”.

Questa in sintesi il parere di Legambiente Emilia Romagna sulla decisione di ACER, che già ha suscitato le accese proteste degli abitanti e del SUNIA, il sindacato degli inquilini.

L’utilizzo dello scaldabagno elettrico è una pratica che viene scoraggiata da tutte le politiche a favore del clima, e in netta controtendenza con le strade imboccate in regione anche col Piano Energetico e coi provvedimenti sulla riqualificazione energetica in edilizia.

Al contrario le politiche per il risparmio energetico tendono a favorire la dismissione degli impianti elettrici esistenti per sostituirli con altri a gas ad alta efficienza od integrati con i panneli solari. L’utilizzo di energia pregiata come l’elettricità, per scaldare l’acqua è un assurdo termodinamico: infatti per ogni chilowattora che si usa nel boiler, se ne è perso almeno un altro nella trasformazione da combustibili fossili ad energia elettrica nelle centrali e per il trasporto di rete fino a casa nostra.

Oltre alla dannosa ricaduta sul clima, la scelta di ACER e Comune di Bologna risulta iniqua anche dal punto di vista sociale, per il chiaro aggravio di costi che comporterà per gli inquilini, in un periodo in cui si rendono invece necessari interventi di sostegno ai redditi più bassi.

“Questa scelta stupisce per la molteplicità di aspetti negativi che comporta – dice Lorenzo Frattini presidente di Legambiente Emilia Romagna – soprattutto in un periodo dove la parola d’ordine è ormai quella del risparmio energetico, tagliando contestualmente emissioni serra e i costi della bolletta. Si tratta di un forte arretramento rispetto alle politiche di riqualificazione energetica che si stanno mettendo in campo in tutta Europa. Non è possibile vederla attuare nel cuore dell’Emilia Romagna da un istituto pubblico che dovrebbe invece essere il primo ad applicare le migliori tecnologie possibili. Per questo chiediamo a Comune e Sunia di ripensarci”.

Chiedendo ad ACER e Comune di fare un passo indietro, Legambiente lancia anche delle proposte alternative. La prima di valutare assieme ad una ESCO (una società di servizi energetici) se non vi siano soluzioni di riqualificazione energetica di più ampio respiro, che possano essere ripagate con i risparmi sulle bollette e con i titoli di efficienza energetica. La seconda, nel caso si proceda comunque con gli scaldabagni elettrici, di installare impianti fotovoltaici a spese dell’ACER, che potrebbe ripagarsi l’intervento trattenendo gli incentivi statali del “Conto energia”, e che potrebbe garantire energia elettrica gratuita agli inquilini.

“Si tratta di possibilità che potrebbero essere convenienti tanto per ACER che per gli inquilini” continua Frattini “Per questo chiediamo a Comune, Provincia e Regione di avviare un serio ragionamento su di un piano di riqualificazione energetica di quegli immobili”.



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