L’abusivismo edilizio in Italia: storie di ecomostri

ecomostriLa storia dei palazzoni di Agrigento e l’abbattimento della “saracinesca” di Punta Perotti a Bari

C’era una volta un giovane amico di Legambiente, di nome Giulio Cederna, che si presentò in via Salaria con la foto sbiadita di un palazzone che troneggiava su un bellissimo tratto di costa amalfitana. Ci sollecitava a fare qualcosa contro quel vecchio scempio. Nacque così una lunga battaglia, attraverso Nuova Ecologia e i blitz di Goletta Verde, insieme a Legambiente Campania, che avrebbe portato all’abbattimento di quell’obbrobrio, prontamente ribattezzato “ecomostro”.

La matassa non fu facile da dipanare, ma Legambiente avviò una poderosa campagna di sensibilizzazione e attraverso i propri legali investì del caso l’Avvocatura di Stato, il ministero dei Beni Culturali e quello dell’Ambiente. Alla fine il Consiglio di Stato decise che quell’albergo doveva essere demolito perché costruito in maniera difforme rispetto a quanto previsto dalla concessione. A quel punto i proprietari decisero che avrebbero provveduto autonomamente. E così nel 1997 la costiera amalfitana si liberò finalmente di ben 35.000 metri cubi di cemento abusivo: quelli dell’Hotel Fuenti a Vietri sul mare.

Da allora molti ecomostri sono stati abbattuti e molti altri restano ancora in piedi, Giuseppe Arnone, del direttivo nazionale di Legambiente, racconta in una video intervista tratta dal documentario del trentennale dell’associazione, lo scempio dei palazzoni costruiti a ridosso della Valle dei Templi di Agrigento, assieme ad alcuni immagini dell’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti a Bari, il 2 aprile del 2006, quando vengono giù le prime torri della “saracinesca della vergogna”, oltre 300.000 metri cubi di cemento al centro di un aspro contenzioso tra costruttori da una parte, Regione Puglia e Comune di Bari dall’altra. Si tratta certamente dell’abbattimento più spettacolare, seguito in diretta televisiva e via web in tutto il mondo.



Categorie:Video

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