Rischio industriale Priolo Melilli Siracusa, lettera aperta di Legambiente al Ministero dell’Ambiente

prioloLettera aperta al Ministero per l’Ambiente; al Dipartimento di Protezione Civile Nazionale; al Prefetto di Siracusa; all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente; al Presidente della Provincia regionale di Siracusa; all’assessore provinciale all’Ecologia di Siracusa; ai sindaci di Melilli, Siracusa e Priolo.

Nei giorni scorsi Legambiente ha presentato ECOSISTEMA RISCHIO INDUSTRIE a livello nazionale, una indagine realizzata nell’ambito del progetto di monitoraggio prevenzione e informazione per la mitigazione dei rischi naturali e antropici.

Tale indagine serve a focalizzare l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini, su alcuni temi legati alla sicurezza delle popolazioni e alla tutela dell’ambiente nei comuni italiani dove sono presenti insediamenti industriali a rischio d’incidente rilevante.

Inoltre si vuole verificare la realizzazione da parte dei comuni delle attività finalizzate alla corretta e costante informazione dei cittadini, sia sul rischio d’incidente, sia per quanto riguarda i comportamenti da adottare per rimanere in sicurezza in caso di emergenza.

La consapevolezza di adottare misure per la mitigazione del rischio industriale si è avuta oltre 30 anni fa dopo il grave incidente, che il 10 luglio del 1976 si generò all’interno di uno stabilimento della società ICMESA di Meda provocando la fuoriuscita di una nube tossica che investì alcuni comuni della Brianza, tra cui Seveso, il più colpito dalla contaminazione.

Il disastro ci fece capire che era necessario intervenire con una legge che oggi chiamiamo Direttiva 82/501/CEE, la cosiddetta Direttiva “Seveso”, recepita in Italia con il DPR 17Maggio 1988 n. 175. Sono poi seguite le Direttive europee 96/82 CEE (nota anche come Direttiva Seveso II) e 2003/105/CE, recepite con il Decreto legislativo 334/99 e con il Decreto legislativo n.238 del 2005.

Ciò vuol dire che per la tutela dei cittadini e dell’ambiente in relazione al rischio industriale messo in luce dagli incidenti in impianti industriali nel nostro Paese è di fondamentale importanza la conoscenza del rischio, l’informazione generalizzata dei rischi e le esercitazioni della popolazione in caso di eventuale incidente industriale, nonché l’impegno costante delle aziende coinvolte e delle istituzioni a investire e manutenzionare costantemente gli impianti per la riduzione dei rischi.

Nel nostro territorio a parte qualche piccolo buon esempio, si continua a tenere all’oscuro la popolazione “per non allarmare” e per non disturbare gli industriali che per ritorsione, potrebbero lasciare questo territorio (minaccia non troppo spesso velata).

Infatti proprio intorno agli stabilimenti di Augusta,Priolo,Melilli,Siracusa, non solo esistono da tempo comunità ed insediamenti abitativi, ma sono stati costruiti (con buona pace della mitigazione del rischio) dei grossi centri commerciali che in alcune giornate sono più affollati dei paesi limitrofi.

Ci riferiamo ai centri commerciali di città Giardino/Marina Melilli, Auchan, Brico, Tata, Mediaworld, Decathlon, Euronics etc….) in questi luoghi spesso affollati da migliaia di persone e adiacenti alla raffineria Erg-impianti Sud ma anche Conforama Melilli etc….. a poche centinaia di metri dagli impianti industriali nord, con grandi depositi di prodotti petroliferi;

1) Quali informazioni sono date alle maestranze di questi centri commerciali?

2) I lavoratori addetti hanno coscienza del Rischio industriale presente intorno al loro posto di lavoro interno ed esterno?

3) I frequentatori dei centri commerciali sanno come comportarsi in caso di incidente industriale?

4) Le vie di fuga sono idonee a far evacuare i cittadini-lavoratori e consumatori in caso di incidente?

5) Le istituzioni hanno predisposto dei piani di intervento per queste zone a rischio di incidente rilevante?

A tutto ciò crediamo sia necessario dare delle risposte e soprattutto porre i rimedi opportuni, con interventi mirati di tutte le istituzioni preposte per non trovarci impreparati nella sciagurata ipotesi di un incidente.

Circolo Legambiente L’Anatroccolo di Priolo

Fonte: Legambiente Sicilia



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