Legambiente realizza il censimento dei servizi presenti in 43 stazioni ferroviarie

treniI volontari di Legambiente hanno esaminato i servizi presenti nel ravennate e nella bassa bolognese: dalle sale d’attesa, alle biglietterie, alle informazioni ai viaggiatori, mentre prosegue la realizzazione del documentario sul servizio ferroviario. L’associazione realizzerà inoltre una “gara” tra treno, auto e autobus

Sono 43 le stazioni ferroviarie censite finora da Legambiente, da Ravenna verso Bologna, Ferrara e Firenze, e sulla Bologna Portomaggiore nell’ambito di uno studio sulle condizioni del trasporto ferroviario. Tutti i dati del rilevamento sono visibili tramite una mappa digitale.

Il lavoro fa parte di un insieme di iniziative realizzate dai circoli Legambiente A. Cederna e ImolaMedicina, in collaborazione con i circoli di Faenza e Ravenna, che intendono puntare l’attenzione sul trasporto ferroviario, con le sue potenzialità e i sui punti critici, nei prossimi giorni inoltre l’associazione organizzerà una vera e propria “gara” tra treno, auto e autobus, per analizzare pregi e difetti dei vari mezzi di trasporto su di un percorso tipo casa-lavoro.

“Tutti i rapporti sulla cattiva qualità dell’aria che respiriamo – ha dichiarato Yuri Rambelli, Presidente del circolo Legambiente “A. Cederna”indicano come principale responsabile il traffico veicolare, ed in particolare l’auto privata. Non basta però dire ai cittadini di usare il mezzo pubblico, se vogliamo che il trasporto pubblico ed in particolare il servizio ferroviario, rappresentino un’alternativa davvero sostenibile alla mobilità privata, è necessario che i mezzi pubblici siano efficienti, puntuali ed in grado di sostenere la domanda di mobilità della nostra regione. È per questo motivo che abbiamo deciso innanzitutto di verificare lo stato dei servizi presenti in stazione: da quelle più grandi e meglio servite, alle piccole stazioni dei centri minori”.

mappaSe infatti nelle stazioni dei centri maggiori la qualità dei servizi può essere considerata buona, con la presenza di una biglietteria, di servizi igienici, di una sala d’attesa o di un bar in cui attendere il treno, le criticità emergono soprattutto nei centri più piccoli, dove le nuove tecnologie, il numero dei passeggeri e conseguenti considerazioni di tipo economico hanno portato nel corso degli anni ad una progressiva riduzione dei servizi. Si tratta infatti di stazioni non più presidiate direttamente da personale ferroviario, ma spesso messe a disposizione, tramite convenzioni con il gestore dell’infrastruttura, di comuni o associazioni che, in cambio dell’utilizzo di alcuni spazi non più funzionali all’esercizio ferroviario, si impegnano a garantire servizi di pulizia e piccola manutenzione.

“È importante che le stazioni siano comunque presidiate – ha dichiarato Giulia Olivieri, Presidente del circolo Legambiente ImolaMedicinaonde evitare che si trasformino in luoghi abbandonati al degrado e all’incuria. Se però vogliamo che il trasporto ferroviario sia sempre più utilizzato, anche nei centri “minori”, riteniamo che sia importante continuare a garantire treni frequenti e servizi adeguati. In alcuni Comuni questo succede già e ad esempio possiamo trovare sale d’attesa aperte, bagni o altri servizi, come ad esempio un bar, un’edicola o addirittura un ufficio informazioni turistiche. In altri casi invece le stazioni si sono trasformate in una sorta di “fermata d’autobus”, senza alcun servizio, a volte senza nemmeno la possibilità di ripararsi dal freddo e dalla pioggia mentre si aspetta il treno”.

Nei prossimi mesi la Regione Emilia-Romagna pubblicherà il bando per il nuovo contratto di servizio per il trasporto regionale. Legambiente renderà perciò disponibile all’Assessore regionale ai trasporti, Alfredo Peri, le informazioni del censimento e le considerazioni generali emerse dallo studio, così come il documentario sul servizio ferroviario in corso di realizzazione, in modo che possano servire ad elaborare un modello nuovo di sistema integrato.

“In particolare negli ultimi mesi, anche in considerazione della crisi economica – ha aggiunto Rambellic’è sicuramente stato un deciso spostamento di pendolari dal trasporto su gomma a quello ferroviario. Riteniamo che il nuovo contratto di servizio non si debba però limitare a cercare di soddisfare la domanda attuale, ma debba invece fare un ulteriore passo in avanti per incentivare un più consistente passaggio dal mezzo privato al trasporto ferroviario, garantendo quindi certamente più treni, ma anche una maggiore presenza di servizi nelle stazioni e sul territorio”.

Si tratta di un invito che l’associazione rivolge alla Regione, così come agli altri soggetti, in particolare i Comuni, che hanno in gestione le stazioni ferroviarie dei centri minori.

“Sarebbe ad esempio importante – ha concluso Giulia Olivieri che nel prossimo accordo sulla qualità dell’aria, i Sindaci si impegnassero non solo a chiudere al traffico i centri storici per mezza giornata alla settimana, ma soprattutto investissero tempo e impegno, ancor prima che risorse economiche, per fare in modo che i propri cittadini siano sempre più incentivati ad utilizzare la mobilità collettiva invece dell’auto privata. In molti paesi europei gli edifici ferroviari non più necessari alla circolazione dei treni sono diventati sedi di esercizi commerciali, uffici informazioni turistiche, noleggio bici o in alcuni casi addirittura abitazioni private, in cambio dell’impegno a garantire servizi minimi quali un “presidio” dell’edificio in funzione antidegrado, la vendita dei biglietti, l’apertura e la pulizia di una sala d’attesa e di servizi igienici, perché non farlo davvero anche nella nostra Regione?”

treniI dati del censimento sono visualizzabili sulla mappa digitale. Le schede delle stazioni rappresentano una “fotografia” della situazione riscontrata dai volontari di Legambiente nel momento in cui hanno effettuato il sopralluogo in ogni singola stazione, tra marzo e aprile 2013. Trenitalia ha comunicato di aver effettuato, sia nell’ambito delle proprie verifiche periodiche sia in seguito alle segnalazioni di Legambiente, interventi laddove erano state rilevate in particolare emettitrici automatiche o obliteratrici non funzionanti. Entro giugno inoltre – come informa Trenitalia – dovrebbe essere completata l’installazione delle nuove obliteratrici ed emettitrici automatiche, più resistenti ai vandalismi, e con guasti rilevabili in remoto, cosa che dovrebbe rendere più tempestive le riparazioni.

Oltre alle biglietterie automatiche di Trenitalia, in molte stazioni sono visibili le obliteratrici e le biglietterie “Stimer” (riconoscibili per il colore arancione) del sistema di tariffazione integrata a biglietto unico per il trasporto pubblico locale e regionale, basato sulle zone tariffarie. Nelle stazioni monitorate nessuna però è ancora attiva, tranne che sulla tratta di TPER/FER della Bologna-Portomaggiore, dove sono al momento utilizzate per l’emissione di titoli TPER, in attesa dell’avvio del sistema Stimer, promosso dalla Regione Emilia Romagna.

I pendolari possono partecipare all’aggiornamento della mappa digitale, inviando le proprie segnalazioni all’indirizzo mail: legambiente.lugo@alice.it

Per informazioni e per partecipare alla prossima “gara” tra treno, bus e auto, così come alla realizzazione del documentario ci si può rivolgere direttamente al circolo Legambiente “A. Cederna”: Tel. 348-3697503; Web: www.legambientenews.it E-mail: legambiente.lugo@alice.it



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