Roma capitale della doppia fila

doppiafilaStrisce pedonali, cassonetti della spazzatura, scivoli per disabili e piazze sono gli spazi che le automobili prediligono per i parcheggi creativi ed illegittimi, in una città ostaggio dei veicoli a motore. Vetture che sostano direttamente sui marciapiedi, scooter che invadono le fontane, SUV che sostano sulle strisce pedonali o parcheggiate accanto ai cassonetti, le fermate degli autobus e gli spartitraffico occupati dalle auto in sosta.

La situazione che emerge dal nuovo dossier di Legambiente Lazio – realizzato dai volontari ambientalisti tra il 13 e il 30 maggio e pubblicato sulle pagine della cronaca romana del quotidiano Repubblica – è davvero critica, a tratti emergenziale.

“In questi ultimi cinque anni di amministrazione Alemanno sono mancate del tutto le politiche di limitazione del traffico privato, anzi i pochi provvedimenti presi dalle giunte precedenti sono stati quasi del tutto cancellati – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente LazioRoma sconta il prezzo degli annunci dell’amministrazione Alemanno che rimangono tali su pedonalizzazioni, biciclette, trasporti pubblici, trasporto merci, con la ZTL notturna che è stata ridotta, i pullman turistici liberi di andare ovunque e la sosta tariffata che è stata smontata. Tutti fattori che rendono ogni giorno più reale il “far west” in città, passa il tempo e la situazione peggiora”.

A pochi passi dal Colosseo, i volontari fotografano due auto parcheggiate in via Claudia, in prossimità dell’incrocio. Un’altra vettura, poco più avanti, sta in parte sul marciapiede e in parte sulla carreggiata, ritrovandosi ad invadere la corsia preferenziale per il tram e gli autobus. In entrambi i casi protagoniste sono le biposto che, date le dimensioni ridotte, riescono a infilarsi in spazi molto ristretti, ma comunque illegittimi e d’intralcio per la viabilità. Il Colosseo è preso d’assedio da migliaia di automobili, camion, pullman turistici e adesso anche dai cantieri della metro C, con disagi per pedoni e automobilisti. Suv e furgoni sono in testa alle violazioni del codice della strada. In piazza del Parlamento, per esempio, un fuoristrada sosta a metà tra il marciapiede e la carreggiata. Dall’altro lato c’è una fila di auto di grossa cilindrata sotto il cartello di “divieto di sosta e fermata”.

A Piazza Andrea della Valle un furgone è fermo nel bel mezzo dell’incrocio, mentre a Piazza della Cancelleria due in doppia fila riducono la carreggiata in compagnia di qualche automobile. La fontana di Piazza delle Cinque Scole diventa inaccessibile per una coreografia quasi artistica dei motorini posizionati negli spazi fra le palme che non lasciano un centimetro ai pedoni. Ma il centro storico non è un unicum. Anche nel II e nell’ex III municipio regna sosta selvaggia. A Viale Regina Margherita le auto ferme in doppia fila sono una di seguito all’altra su tutti e due i lati della carreggiata. In qualche caso, la sosta indisciplinata occupa completamente la corsia e le automobili sono costrette ad invadere pericolosamente lo spazio dedicato ai tram. Un Suv e una macchina di piccole dimensioni sono le protagoniste di un parcheggio al cancello di Villa Albani su viale Regina Margherita, con tanto di segnale di “passo carrabile” bene in vista.

Al Quartiere Africano, su viale Libia la giunta Alemanno ha cancellato la strada verde, riservata esclusivamente al trasporto pubblico. Ora c’è soltanto una corsia preferenziale, sempre occupata da automobili e furgoni per lo scarico merci. Anche la situazione a piazza Fiume è all’insegna del caos. Auto sulle strisce pedonali e all’imbocco di via Nizza. Un furgoncino staziona all’incrocio con Corso d’Italia nel mezzo del traffico cittadino, mentre l’ennesimo Suv occupa la corsia preferenziale. Grande caos anche a Trastevere. Un’automobile sosta indisturbata nell’area pedonale di piazza di Santa Maria in Trastevere. Su viale Trastevere, all’angolo con via San Francesco a Ripa, un cordone formato da furgoni e auto, presumibilmente legate alle bancarelle sui marciapiedi, occupa la corsia invadendo da un lato lo spazio per l’attraversamento pedonale, dall’altro intralciando l’area dell’incrocio. Nella zona tra via di San Francesco a Ripa e Monte de Cenci, minicar e Suv.

“Questa Amministrazione ha riaperto il centro storico ai torpedoni con l’ultimo orrendo piano pullman e le 28 nuove cosiddette aree di ‘sosta breve’ – riprende Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – le corsie preferenziali sono ridotte al minimo, appena 120 chilometri su una rete per i mezzi pubblici di 2.180 chilometri, e ben il 28% delle corsie non è nemmeno protetto. I parcheggi a pagamento sono stati eliminati su oltre 18mila posti auto ripristinando le strisce bianche. Al palo anche le Ztl e le isole pedonali. A Roma serve una nuova stagione di limitazione del traffico privato e potenziamento di quello pubblico, la pedonalizzazione del Colosseo, il rilancio della cura del ferro e delle reti tranviarie, le Zone 30, le corsie ciclabili, il bike sharing e la mobilità sostenibile”.

Fonte: Legambiente Lazio



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