Viaggio sul treno fantasma Lugo-Firenze, un diretto che ufficialmente non esiste

franco santiNei giorni scorsi avevamo un appuntamento a Fiesole, sulla collina che sovrasta Firenze, per l’escursione conclusiva del corso per guide alla strada Romana Flaminia Militare, strada tracciata nel 187 a.C. per collegare Bologna con Arezzo. Il tracciato corre sul crinale appenninico e sono ancora visibili alcuni tratti di basolato, cioè di strada lastricata con pietre di arenaria. Il corso ha visto la realizzazione di lezioni e di escursioni attraverso i boschi dei crinali appenninici. Un percorso anche attraverso la storia di queste zone assieme a Cesare Agostini e Franco Santi, definiti “archeologi dilettanti”, ma che non hanno nulla da invidiare ai professionisti. Per passione hanno infatti studiato nel corso degli anni la storia di questi luoghi, organizzando a partire dalla fine degli anni ’70 varie campagne di scavo che hanno riportato alla luce alcuni tratti dell’antico tracciato romano.

Già ci siamo occupati di trasporto ferroviario: volendo fare un percorso il più possibile “ecosostenibile” ed anche pratico per arrivare a Fiesole, per prima cosa abbiamo verificato se era raggiungibile in treno dalla romagna e la risposta è sì, o quasi. Ma per raggiungere Firenze non è obbligatorio passare per Bologna ed utilizzare l’alta velocità, anzi, esiste un’alternativa decisamente meno costosa e che porta a destinazione in tempi pressoché identici. Molti conoscono infatti la ferrovia faentina, realizzata a fine ‘800 per collegare Firenze con Faenza e, dopo le distruzioni della guerra, ripristinata nella sua interezza solo alla fine degli anni ’90. Forse pochi sanno invece che c’è un treno diretto Lugo-Firenze, tramite Faenza, che in un paio d’ore e con una decina di euro porterebbe nel capoluogo toscano, ma il collegamento formalmente non esiste.

faentinaSulla linea Lavezzola-Lugo-Faenza per qualche incomprensibile ragione “economica” da anni ormai i treni sono stati sostituiti quasi tutti da autobus, che fanno lo stesso percorso, le stesse fermate, ma mettendoci ovviamente il doppio del tempo. C’è però ancora una manciata di treni che effettua il servizio… ad esempio un treno proveniente da Lavezzola, ferma in stazione a Lugo alle 7 di mattina e in appena 18 minuti porta a Faenza (contro i 30 e passa impiegati dall’autobus).

Consultando l’orario della stazione di Faenza, si scopre che alle 7.22 c’è un treno in partenza verso Firenze. I treni ovviamente hanno 2 codici diversi e dato il breve tempo di interscambio (appena 4 minuti) il sito di trenitalia non li segnala come possibile coincidenza. D’altra parte 4 minuti sono proprio pochi, si riuscirà a prendere la coincidenza? Ecco qui il dato più curioso, consultando il tabellone degli arrivi e delle partenze della stazione di Faenza sono entrambi al binario 5… allora forse è lo stesso treno che cambia denominazione all’arrivo a Faenza? Proviamo.

lugoE così, sabato scorso partiamo da Lugo… il treno è un po’ in ritardo, si parte solo verso le 7 e 10, ma se non ci sono cambi da fare poco importa… poca la gente in treno, una decina di persone al massimo, ma il viaggio è comodo e veloce, il Minuetto diesel (la linea, così come la Faentina non è elettrificata) in un quarto d’ora ci porta a Faenza. Poco prima di entrare in stazione il primo intoppo… il capotreno infatti ci informa che, diversamente dal solito, il treno non proseguirà fino a Firenze (dunque era il treno giusto!), ma ci sarà da effettuare un trasbordo a Faenza, probabilmente al binario 2…. un trasbordo? Speriamo che l’altro treno ci abbia atteso.

All’arrivo a Faenza la situazione cambia: almeno un centinaio di persone, forse più, sono in attesa di salire sul “nostro” treno per raggiungere Firenze, ma anche a loro il capotreno comunica che non è il treno giusto. Peccato che contemporaneamente i monitor continuino a indicare in partenza per Firenze proprio il treno fermo al binario 5… il capotreno conferma che da lì il treno non si muove, quello giusto è un altro. Già ma quale? Seguono alcuni minuti di passione nei sottopassaggi della stazione, quando finalmente arriva l’annuncio… binario 2: c’è un altro Minuetto diesel che ci attende: tutti a bordo, il treno si riempie in un lampo, tanto che alcuni viaggiatori sono costretti a sedersi sugli strapuntini. Una turista straniera (ci sono infatti anche parecchi stranieri che stanno andando a Firenze) ci chiede in inglese se quello è il treno per Firenze. Vista la situazione un po’ rocambolesca non ce la sentiamo di essere rassicuranti al 100% e rispondiamo “seems so”, ovvero, così sembra. C’è anche un cicloturista con bici al seguito (il treno è attrezzato per trasportarne un paio, cosa però non agevolissima per via delle scale nei sottopassaggi che rendono complicato arrivare fino al treno). Con una ventina di minuti di ritardo, ma finalmente si parte.

viaggioIl viaggio è comodo, il Minuetto diesel rispetto al gemello elettrico è un po’ più rumoroso, soprattutto per chi ha la sfortuna di trovarsi vicino ai motori, ma tutto sommato il comfort è accettabile e soprattutto il viaggio è rapido. In un baleno siamo a Brisighella, dove salgono altre persone e poi Marradi e via verso Ronta, Borgo San Lorenzo e giù verso la piana di Firenze. Il display a bordo treno ci comunica periodicamente le temperature esterne ed interne e la velocità. Scopriamo così che a tratti stiamo viaggiando anche a 100 km/h, certamente un tragitto molto più veloce e comodo di quanto si potrebbe fare sulla strada tortuosa che costeggia la ferrovia.

Soprattutto il tratto tra Marradi e Borgo San Lorenzo è molto caratteristico, il tracciato ferroviario ovviamente ha delle pendenze molto contenute, a differenza delle valli e dei monti che attraversa, così può capitare di attraversare una galleria e poi trovarsi un attimo dopo su di un viadotto che sovrasta la vallata. Insomma, rispetto alla galleria pressoché continua dell’alta velocità tra Bologna e Firenze è tutto un altro panorama.

Un po’ di passeggeri scendono alle fermate intermedie; altri salgono, in particolare a Borgo San Lorenzo, uno dei centri principali del Mugello e la stazione più grande tra quelle attraversate, ma il grosso è diretto a Firenze. Noi però scendiamo un po’ prima, alla stazione di Caldine, per poi proseguire verso Fiesole.

fiesole2Il paese è sulle colline, a circa 5 chilometri di distanza (e 200 metri più in alto), decisamente fattibile anche in bicicletta, se avessimo scelto il sistema treno + bici. Complice anche la complicazione del ritorno, abbiamo invece deciso di sperimentare la mobilità integrata, treno + autobus, sperando che qui sia una realtà. Il treno ha recuperato quasi tutto il ritardo iniziale: sono le 9 quando scendiamo a Fiesole Caldine. La fermata dell’autobus è ad una cinquantina di metri di distanza e quasi subito arriva l’autobus che in meno di 10 minuti ci porta a Fiesole.

Dalla vetta del paese si gode di una splendida vista sulla piana di Firenze, ma la visita più interessante, almeno per noi, è quella all’anfiteatro romano e alla struttura delle terme, testimonianze ancora ben visibili della storia romana della città.

Nel pomeriggio, finita l’avventura a Fiesole, si torna verso valle, per riprendere il viaggio verso Faenza. Appena una ventina di minuti d’attesa e arriva il treno. Anche questo praticamente pieno di turisti che tornano dalla loro tappa fiorentina. Non tutti però sono diretti a Faenza, alcuni scendono infatti nelle fermate intermedie, a dimostrazione di come la ferrovia serva il territorio, alcune stazioni sono minuscole e in disuso, in un’altra, a San Cassiano, i locali sono utilizzati da uno studio medico in cui i viaggiatori condividono la sala d’attesa con i pazienti (chissà se il medico vende anche i biglietti). A differenza del viaggio di andata, stavolta non c’è un treno diretto verso Lugo, anzi, non c’è proprio il treno, ma il famigerato autobus sostitutivo, cosa che ad esempio rende impraticabile l’utilizzo della bicicletta, come invece si sarebbe potuto fare all’andata. L’autobus parte dopo una decina di minuti dal piazzale della stazione, anche questa volta i passeggeri diretti verso Lugo sono pochi, non arrivano a dieci, ed effettivamente il tempo e la tortuosità del viaggio disincentivano l’utilizzo di questo mezzo. A differenza infatti del quarto d’ora della mattina, il viaggio di ritorno dura più del doppio ed è molto meno confortevole in mezzo al traffico automobilistico, ulteriormente rallentato poi da un incidente stradale, con parziale blocco della carreggiata.

caldineMolti turisti, anche stranieri, già sanno che da Faenza si può raggiungere Firenze senza dover prendere il Frecciarossa, impiegandoci sostanzialmente lo stesso tempo, ma spendendo un terzo e facendo un viaggio decisamente più suggestivo. Il treno Faenza-Firenze è infatti sempre pieno. Molto comoda l’integrazione sul lato fiorentino della linea con gli autobus, per raggiungere le località non direttamente attraversate dalla ferrovia (in alternativa, si può caricare in treno la bicicletta). Comodo anche il moderno Minuetto che (tranne qualche eccezione in cui vengono utilizzate le vecchie automotrici 668) rende il viaggio molto confortevole, tra l’altro con la disponibilità di una presa di corrente vicino ai sedili che consente ad esempio di ricaricare fotocamere, cellulari, notebook e ipod vari durante il viaggio.

La domanda casomai è perchè un servizio simile si fermi sostanzialmente a Faenza, invece di proseguire per Ravenna o per la Bassa Romagna, destinazioni praticamente tagliate fuori da questa opportunità. Il numero di passeggeri in partenza e in arrivo da Faenza dovrebbe far riflettere, probabilmente se ci fosse un collegamento più praticabile di un qualche raro autobus sostitutivo, molti utilizzerebbero questa tratta anche da Lugo o Ravenna.

Non si dovrebbe promuovere il mezzo pubblico, la mobilità sostenibile, il trasporto integrato? Certamente un autobus sostitutivo, laddove invece si potrebbero utilizzare i binari, disincentiva anziché invecentivare gli spostamenti. Con le linee esistenti si potrebbero avere collegamenti regolari tra i centri della bassa romagna; una linea ferroviaria come la Lavezzola-Lugo-Faenza, oggi considerata un ramo secco, che a parte il servizio scolastico è pressoché inutilizzata, consentirebbe di muoversi invece agevolmente, con collegamenti regolari con Firenze (ma anche dall’altra parte con Ferrara), con tempi di percorrenza di tutto rispetto, con un comfort di viaggio decisamente superiore al trasporto su gomma e…. rispetto all’auto, senza lo stress di dover guidare nel traffico, cercare parcheggio, pagare la sosta. Perchè non si fa?



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