Sicilia: parchi regionali al minimo storico di credibilità, esposto alla Corte dei Conti

nebrodiCon ordinanza 544 del 5 settembre 2013 il TAR Palermo ha respinto il ricorso dell’ex presidente del Parco delle Madonie, confermando il provvedimento regionale di sospensione non solo per le note vicende della missione in Canada ma anche per anomalie riscontrate in sede di verifica dei requisiti e dell’iter di nomina.

Per il Parco dei Nebrodi è stato incredibilmente nominato presidente un bancario che non possiede gli specifici requisiti previsti dalla legge regionale in base alla quale il presidente deve essere “scelto tra persone che si siano particolarmente distinte nella salvaguardia dell’ambiente”.

Tutto ciò dopo la candidatura alle nazionali e la campagna elettorale condotta dal Presidente dell’Alcantara in carica o la nomina di un farmacista a direttore del Parco dei Monti Sicani.

“I parchi regionali sono al minimo storico di credibilità a causa innanzitutto delle nomine dei vertici improntate a scelte illegittime e/o a mancato rispetto di criteri di specifica competenza e/o a logiche politico-elettorali – dichiara Angelo Dimarca Responsabile Conservazione Natura di Legambiente Siciliachiediamo l’azzeramento di tutti gli incarichi di presidente, commissario e direttore negli enti parco e di procedere alle nuove nomine secondo criteri di rigorosa competenza e con procedure ad evidenza pubblica comparative per scegliere le persone con i titoli più adeguati”.

Per Legambiente i parchi si sono ridotti a centri di sottogoverno e di gestione politico-clientelare e ciò è emerso con grande evidenza in campagna elettorale dove si è assistito al proliferare di candidature tra gli amministratori dei parchi, come avvenuto all’Alcantara e ai Nebrodi. Ormai è improrogabile mettere vincoli ancora più rigorosi alle scelte discrezionali della politica e sancire casi di incompatibilità, come quelli legati alle precedenti nomine di componenti degli uffici di gabinetto clamorosamente avvenuto sulle Madonie e sui Nebrodi.

Per Legambiente, che ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti, è anche necessario ed urgente un intervento legislativo per abrogare la norma della finanziaria regionale 2012, che ha soppresso i Comitati Tecnico Scientifici ed ha previsto la presenza di soli rappresentanti dei Comuni negli organi di gestione, caso unico in Italia e contro le previsioni della legge quadro nazionale, che prevede, com’era in origine anche nella legislazione regionale, la presenza del mondo scientifico e dell’associazionismo ambientalista.

Fonte: Legambiente Sicilia



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