Stoccaggio gas di Alfonsine: in caso di danni chi paga? Di fronte alla domanda l’azienda cambia discorso

stoccaggiogasAssemblea per approfondire la conoscenza del progetto: molte rassicurazioni, ma risposte vaghe ed evasive alle domande specifiche di consiglieri e cittadini. Legambiente: il gioco vale la candela?

Martedì sera a Lugo si è tenuta un’assemblea dei 9 Consigli comunali della Bassa Romagna per l’illustrazione del progetto del campo di stoccaggio gas sul territorio dei Comuni di Lugo e Alfonsine proposto da Stogit. Dopo l’ennesima presentazione da parte dell’azienda dell’intervento che si vorrebbe realizzare nelle campagne vicino a Taglio Corelli sono però iniziate le domande scomode da parte di consiglieri e cittadini.

Ma più delle altre, una domanda è rimasta inevasa: in caso di danni, chi paga? Nonostante le rassicurazioni sulla bontà del progetto, sull’adozione delle migliori tecnologie possibili, sull’aver valutato tutto il valutabile, resta sempre l’interrogativo che chiunque si porrebbe in questi casi “ma se succede qualcosa alla mia casa, chi mi risarcisce?”. Purtroppo alla domanda, posta più e più volte, non sono state date risposte esaurienti.

“È curioso – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cedernache una domanda così semplice resti sostanzialmente inevasa. È infatti evidente che se ci sono tali e certe garanzie che l’intervento che si vuole realizzare non produrrà effetti negativi sulla collettività, l’azienda non dovrebbe aver alcun problema a garantire la cittadinanza, tramite polizze fideiussorie o assicurazioni di qualche tipo, che anche nel caso in cui si verificasse il più improbabile degli eventi, i cittadini si vedranno risarcire i danni, è una precauzione normalmente adottata in altri Paesi europei e che andrebbe quindi attuata anche in Italia per dare rassicurazioni molto più convincenti sull’effettiva sicurezza degli impianti”.

L’altra domanda scottante, rimasta sostanzialmente inevasa, riguarda l’utilità pubblica dell’impianto. In una situazione in cui negli ultimi anni è diminuito il consumo di gas e, con le nuove direttive europee cui si richiama anche il Piano Energetico dell’Unione dei Comuni, nei prossimi anni dovrà progressivamente diminuire il ricorso ai combustibili fossili, un nuovo centro di stoccaggio è realmente un’opera di “pubblica utilità”? Non è sembrata infatti sufficiente la spiegazione secondo cui sostanzialmente è meglio aumentare le scorte perché “non si sa mai” cosa potrebbe succedere nei paesi da cui importiamo metano.

“Non dobbiamo infatti dimenticare – ha aggiunto Rambelli – che una centrale di stoccaggio come quella che si vorrebbe realizzare ad Alfonsine ricade nella normativa Seveso per gli impianti ad alto rischio di incidente rilevante, perciò riteniamo che sia dovere degli amministratori assicurarsi che al legittimo interesse da parte di una società come Stogit a realizzare un intervento che produca degli utili, corrisponda anche un interesse per la collettività”.

In seguito all’assemblea pubblica e alle risposte evasive fornite da Stogit, Legambiente invita perciò l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ad approfondire ulteriormente la conoscenza del progetto e, in assenza di un rapporto costi/benefici favorevole per le popolazioni e i territori e di precise garanzie a copertura di eventuali danni, esprimere parere contrario alla realizzazione del progetto di stoccaggio.

Fonte: Legambiente A. Cederna



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