Raccolta differenziata: Taranto ancora al 12,9% nel rapporto di Legambiente

rifiutitarantoTaranto continua, sia pure in compagnia degli altri capoluoghi di provincia pugliesi, a brillare con dati di raccolta differenziata assolutamente negativi. Meno del 13% nel 2012.

Con la raccolta “porta a porta” avviata a Lama – che finalmente comincia a dare i suoi frutti – anche i dati complessivi dovrebbero fare un altro “passetto” in avanti: ma è davvero troppo poco. Eppure – altrove – le cose si fanno. Bastano gli esempi, per restare nel Sud d’Italia, di Salerno che ha raggiunto il 70% di raccolta differenziata in meno di due anni, grazie al sistema domiciliare esteso a tutta la città per i suoi 140mila abitanti, di Andria che (al di là delle vicende giudiziarie che riguardano l’appalto del servizio) ha adottato con ottimi risultati il “porta a porta” in tutta la città da settembre 2012. O, per restare vicinissimi, di Statte che ha superato il 50% di differenziata. Bastano i tanti casi positivi presenti in Comuni Ricicloni Puglia 2013, il Rapporto regionale di Legambiente sullo stato della raccolta differenziata (disponibile in versione integrale negli allegati)

Chiedere l’ennesima proroga dell’ecotassa è semplicemente assurdo. Taranto, come gli altri Comuni pugliesi, ha avuto tutto il tempo per raggiungere dati accettabili di raccolta differenziata dei rifiuti e invece, e’ un dato di fatto inoppugnabile, solo per superare la soglia del 10% ci sono voluti anni.

Legambiente torna a chiedere, per l’ennesima volta, all’Amministrazione Comunale di Taranto di passare una buona volta dalle parole ai fatti e di attuare tutte le buone pratiche che consentano alla città di scalare la classifica dei comuni ricicloni che la vede, come purtroppo altre (come Ecosistema Urbano, riconducibili ai comportamenti ecocompatibili) da troppo tempo agli ultimi posti.

La proroga (la terza!) dell’entrata in vigore dell’ecotassa (L.R. 38/2011), che in altre regioni, come ad esempio Marche e Sardegna, ha portato ad un incremento annuale della differenziata di dieci punti percentuali, sarebbe un grave errore. La Puglia continua ad essere fra le regioni che si affidano alla discarica per smaltire la maggior parte dei propri rifiuti urbani (pari al 59%). Solo 22 Comuni sono sopra la soglia del 40% di Raccolta Differenziata. La dittatura delle discariche e dei termovalorizzatori in Puglia finirà solo quando le buone pratiche saranno le protagoniste non solo in poche città ma in tutti i 258 Comuni pugliesi.

Le altre proroghe non sono servite a nulla! Per fare in modo che si possa ridurre e riciclare prima di tutto occorre rivedere il sistema degli incentivi: la discarica e il recupero energetico devono essere le due opzioni più costose, il riciclaggio e la prevenzione quelle più economiche.

Solo così, sostiene Legambiente, i comuni “riottosi” come quello di Taranto si decideranno a cambiare davvero rotta

Nella sesta edizione di Comuni Ricicloni 2013 sono quattro i Comuni che ricevono il riconoscimento di Legambiente per aver avviato un modello di gestione dei rifiuti orientato al recupero, con oltre il 65% di raccolta differenziata. Quest’anno svetta al primo posto della classifica generale il Comune barese di Rutigliano. Nel 2012 il Comune con 18.157 abitanti ha superato decisamente il limite minimo del 65% di RD imposto dalla legge nazionale, con una percentuale media del 79,7%. Rutigliano rappresenta così un esempio virtuoso di ottima politica di gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata. Segue immediatamente il Comune di Monteparano che, piazzandosi al secondo posto con il 70,3% nel 2012, perde il primato mantenuto per tre anni consecutivi. Al terzo posto il Comune di Cellamare, con 5.827 abitanti, che raggiunge il 70% nel 2012 e, infine, Troia, con il 65,9% di RD nel 2012.

Sono invece quindici i Comuni pugliesi a cui va il Premio di Seconda Categoria, per aver raggiunto nel 2013 la media percentuale pari o superiore al 57% e/o al 65%, raggiungendo rispettivamente l’obiettivo di piano regionale e/o quello della normativa nazionale fissati per il 2012. Primo Casalnuovo Monterotaro (71,3% RD), segue Roccaforzata (69,5% RD), più staccata Ginosa (61,8% RD).

Diciassette Comuni invece ricevono la Menzione Speciale Start Up per aver avviato sistemi di raccolta differenziata innovativi, riuscendo ad ottenere, almeno in uno dei primi sei mesi del 2013, percentuali superiori al 50% di RD. Tra questi Laterza con il 77, 6%, Sava con il 77%, Crispiano con il 73,1%, Montemesola con il 60,7%,

Nella Top Ten dei Grandi Comuni, ossia quelli sopra i 20.000 abitanti, troviamo al primo posto Mesagne (Br) con il 52%, seguita da Statte con il 50,7%.

Restano deludenti anche per questa edizione i risultati conseguiti dai Capoluoghi di Provincia. Il Comune di Brindisi, sebbene sia al primo posto, riesce a raggiungere solo il 31,7% di RD. In questa classifica Andria si piazza al secondo posto con una percentuale ancora del 26,8% nel 2012, poiché il nuovo modello ‘porta a porta’ è partito solo dal mese di settembre 2012. Sul terzo gradino del podio Bari, che registra solo il 23,4% di RD e a seguire Barletta, con il 20,8%. Critica la situazione a Lecce (16,5%), Trani (15,1%) e Taranto (12,9%) mentre sono disastrose le condizioni della raccolta differenziata a Foggia dove si è fermi al 2,4%.

Fonte: Legambiente Taranto



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