Discarica Cupinoro, Legambiente: no a conferimento dei rifiuti di Roma

discarica“È impensabile che la discarica di Cupinoro possa accogliere i rifiuti di Roma, non ha alcun senso che la Capitale pensi a scaricare i propri rifiuti fuori dal suo territorio, a Bracciano come a Riano o Corcolle dove il rischio è stato sventato, così come in altre regioni italiane – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, partecipando al tavolo convocato dal Sindaco del Comune di Cerveteri sul tema – Il Lazio è tra le peggiori regioni italiane per l’abnorme quantitativo di rifiuti conferiti in discarica tra il 2011 e il 2012, ben il 71% dei rifiuti urbani prodotti sono finiti seppelliti nelle dieci discariche della regione, una moltitudine di quasi 2,1 milioni di tonnellate. Il problema più grande è a Roma, dove si producono la metà dei rifiuti del Lazio, bisogna cambiare il modello della raccolta col cassonetto, bisogna smettere subito di sperperare soldi per estenderlo e puntare tutto sulla raccolta domiciliare, su riduzione e riuso”.

Nel corso degli anni, le dieci discariche nel Lazio si sono mangiate quantità enormi di rifiuti, dai 2.682.450 di tonnellate del 2009, ai 2.535.684 di tonnellate del 2010, ai 2.356.758 di tonnellate del 2011, fino ai 2.085.435 di tonnellate del 2012. E un motivo c’è di sicuro: nel Lazio seppellire rifiuti è costato e costa davvero troppo poco, tra i 40 e i 70 Euro a tonnellata, un prezzo ridicolo (al netto dell’ecotassa, del benefit ambientale e dei costi di post gestione). Per questo è particolarmente grave che la Regione negli anni passati non abbia elevato al massimo possibile la cosiddetta ‘ecotassa’, lo speciale tributo istituito sin dal 1995 per penalizzare economicamente l’interramento dei rifiuti. Nel Lazio, a norma della legge 42/98, si applica oggi un’ecotassa di 15,44 €/t per i rifiuti urbani tal quali e di 10,33 €/t per quelli trattati, mentre non è previsto che il tributo possa essere modulato in base ad un criterio di premialità/penalità.

“L’enorme risultato della chiusura di Malagrotta deve servire a superare la gestione dei rifiuti con la discarica – conclude Parlati – la Regione deve fermare l’ipotesi Cupinoro, bloccare il bando che per quattro spicci, 60 Euro a tonnellata, mette in vendita spazi nella discarica di Bracciano. Su questa materia chiediamo subito chiarezza rispetto all’Autorizzazione Integrata Ambientale AIA che sarebbe stata rilasciata nei giorni scorsi per l’ampliamento di quella discarica e valuteremo anche la possibilità di un ricorso al TAR contro quel provvedimento. Più in generale, la Regione col nuovo piano rifiuti deve mettere in campo un nuovo modello di gestione dei rifiuti che veda al centro riduzione, riuso e riciclaggio, destinando alla discarica il ruolo di ultimo e residuale anello, facendo finalmente anche un siting serio per valutare quali spazi idonei si possano trovare all’interno del Comune di Roma”.

Fonte: Legambiente Lazio



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