Legambiente aderisce alla petizione per l’abbonamento integrato treno+bici

trenobiciI 4 circoli di Ravenna, Medicina (BO), Cederna e del Delta del Po aderiscono alla petizione per la reintroduzione dell’abbonamento treno+bici che ha già oltrepassato 55.000 firme.

I  circoli di Legambiente che si occupano del territorio tra la bassa bolognese, il Delta del Po e Ravenna hanno aderito alla petizione lanciata da Sara Poluzzi per la reintroduzione dell’abbonamento treno+bici in modo da consentire una mobilità davvero integrata e sostenibile.

“Sottoscriviamo in pieno l’appello – hanno dichiarato i responsabili di Legambiente – perché la bici non inquina, occupa meno strada di un’auto, pedalare è più sano e fa bene, è più conveniente e non serve occupare 5/6 metri quadri per parcheggiare. Se vogliamo davvero una mobilità sostenibile, questa deve essere prima di tutto integrata, consentendo quindi di usare agevolmente i vari mezzi, compresa la bici. È sbagliato quindi penalizzare chi si vuole spostare in maniera sostenibile, trasportando sul treno la propria bici”.

Il testo dell’appello, che si può firmare su change.org

“In Italia c’è ancora molto da fare per mettere in pratica parole come intermodalità o sostenibilità in ambito trasporti. E’ crescente il numero di pendolari che utilizzano la bici ed il treno quotidianamente ed è ormai condivisa nella società la necessità di favorire pratiche virtuose che hanno effetti benefici sull’ambiente, la mobilità, la salute. In alcune Regioni trasportare la bici sul treno ha un costo annuo di circa 1.000 €, perché non è ancora possibile usufruire di un abbonamento mensile o annuale.

In Emilia Romagna l’abbonamento annuale a 122 € – nato da un accordo tra FIAB e Trenitalia – è stato di recente annullato.

In Lombardia l’abbonamento c’è e costa 60 €.

La sensazione è che i pendolari siano appesi al sottile filo di accordi stretti a macchia di leopardo a livello locale. Accordi che possono essere annullati in ogni momento.

La Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) ha calcolato che nel periodo 2014-2020 sono disponibili per gli stati circa 6 miliardi di euro per finanziare progetti di ciclabilità. Ad oggi si contano progetti per un ammontare pari a poco più di 2 miliardi, di cui l’Italia detiene solo il 4%, quindi non è una questione di mancanza di fondi (che ci sono e non sono utilizzati oppure vengono richiesti e spesi in altre grandi opere meno sostenibili) ma di mancanza di progetti per utilizzare questi fondi.

Chiediamo a Trenitalia di rendere omogenea a livello nazionale la possibilità di acquistare abbonamenti mensili ed annuali per il trasporto bici”.



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