Legambiente: polveri fini alle stelle non solo nelle grandi città

malariaAllarme smog non solo nelle grandi città: i dati delle stazioni di rilevamento ARPA dimostrano che la “Mal’aria” è un problema diffuso su tutto il territorio, anche nella Bassa Romagna

La morsa dello smog continua a stringere d’assedio le nostre città. Da giorni i livelli di esposizione dei cittadini rimangono elevati e ancora ben oltre le soglie consentite dalla normativa. Situazione che difficilmente sarà risolta solo con gli interventi sporadici che le amministrazioni propongono in fase d’emergenza, tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis e nessuna politica concreta.

Non va però meglio nel resto del territorio: se infatti nei comuni della Bassa Romagna non è presente una rete capillare di centraline di rilevamento della qualità dell’aria, sono indicativi i valori fatti registrare dalla centralina Arpa “Ballirana”, in aperta campagna vicino Taglio Corelli ad Alfonsine (RA). Oltre alle famigerate PM10, le cosiddette polveri fini, negli ultimi anni si è iniziato a monitorare anche polveri ancora più fini, le PM 2,5 che proprio per le ridotte dimensioni (2,5 millesimi di millimetro) sono particolarmente pericolose per la salute: il rischio infatti aumenta al diminuire delle dimensioni delle particelle, più sono piccole e maggiore è la capacità di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Anche questa centralina mostra da giorni valori altissimi di polveri sottili.

ballirana2015“Non possiamo certo parlare di valori fuori legge – precisa Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A. Cederna”in quanto per le PM 2,5 non sono previsti limiti giornalieri, ma solamente una media annuale da rispettare pari a 25 microgrammi per metro cubo. I dati però dimostrano chiaramente come durante i mesi invernali i valori delle polveri fini raggiungano livelli molto preoccupanti, soprattutto considerando che stiamo parlando di una centralina di fondo rurale, posizionata in aperta campagna, e fornisce quindi un dato indicativo di come le polveri sottili si distribuiscano su tutto il territorio, anche lontano dalle città e dalle strade principali”.

Ciò significa anche che misure di emergenza, quali il blocco del traffico nelle città e lo stop ai veicoli più inquinanti serve a ben poco, visto che il problema non riguarda solamente i centri storici, ma tutto il territorio, soprattutto se poi, come è notizia degli ultimi tempi, anche le emissioni reali dei veicoli nuovi sono ben diverse da quelle dichiarate. È necessario invece ripensare il sistema di mobilità, attraverso misure decise a disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, ma soprattutto a rendere praticabile la mobilità alternativa, con la realizzazione di itinerari ciclopedonali sicuri e protetti e con la realizzazione di un sistema di trasporti integrato, bus, treno, bici e auto, che consenta di ricorrere sempre il meno possibile al mezzo privato.

“Solo mettendo finalmente mano a nuove politiche di mobilità incentrate su mobilità integrata e trasporto pubblico locale, treni per pendolari e mobilità alternativa – ha concluso Rambelli – potremo raggiungere migliori livelli di vivibilità e liberare il nostro territorio dalla cappa inquinante che contribuisce all’aumento di gravi patologie respiratorie, soprattutto nei bambini, e cardiovascolari negli anziani”.

Fonte: Legambiente A. Cederna



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