Legambiente: il Parco del Loto è un’area protetta, ma forse il Comune di Lugo non lo sa

loto3Potature inspiegabili, aree inaccessibili, staccionate divelte e cartellonistica scomparsa. La Provincia di Ravenna ha mai verificato il rispetto degli impegni assunti per l’area di riequilibrio ecologico?

“Il mancato sfalcio di gran parte della superficie non deve sorprendere negativamente né indurre ad una sensazione di incuria. Il prato naturale è ricco di piante che con la loro fioritura attirano una miriade di insetti e varie specie di farfalle, delicate nell’aspetto e sensibili ai mutamenti ambientali. Con la distruzione di boschi, di prati spontanei, paludi, ecc… anch’esse rischierebbero l’estinzione. Ecco allora che “isole” di natura protetta danno un grande contributo alla loro protezione.” Così il sito del Comune di Lugo presenta il Parco del Loto, inserito nell’area di riequilibrio ecologico “Canale dei Mulini” istituita nel 2011 dalla Provincia di Ravenna con le finalità di conservazione e ripristino di specie animali e vegetali, educazione ambientale, miglioramento della funzione di “stepping stone” lungo il corridoio ecologico del Canale dei Mulini.

loto2“Tra gli impegni assunti – ha dichiarato Yuri Rambelli presidente del circolo Legambiente “A. Cederna”possiamo trovare tutta una serie di attività, dalla conservazione dei canneti e della vegetazione, alla realizzazione di attività di educazione ambientale, aree attrezzate, pannelli didattici, strutture per il birdwatching e così via”.

Peccato che al Parco del Loto la realtà sembri essere un po’ diversa da quanto annunciato: come qualunque visitatore può constatare, al di là degli sfalci svolti con grandi mezzi meccanizzati e delle potature di cui non si capisce la ragione, il parco presenta molti altri punti che sembrano stridere con quanto illustrato sul sito del Comune. La staccionata è in molti punti crollata, a volte sostituita da un nastro bianco e rosso (a volte nemmeno quello), l’aula didattica ha un’aria chiusa e derelitta e non si capisce se venga mai utilizzata, mentre sono del tutto scomparsi i pannelli didattici. La torretta per il birdwatching è da tempo chiusa da una “recinzione provvisoria da cantiere”, senza alcuna indicazione sui tempi e le modalità di ripristino. In compenso è presente la “fontana di acqua potabile nei pressi della zona didattica” come dice il sito del Comune, peccato non ci sia il rubinetto. Il parco dovrebbe essere un polmone verde, invece dall’aula didattica, guardando attraverso 300 metri di parco, è ben visibile il traffico di auto e tir sulla via Piratello.

loto5“Più in generale – ha aggiunto Rambelli – viene da chiedersi se chi sta attualmente gestendo il Parco del Loto si renda conto che ha a che fare con un’area protetta istituita con specifiche finalità e norme di gestione, non con un giardinetto urbano in cui ci si può limitare a fare qualche lavoretto ogni tanto”.

La legge regionale 6/2005 definisce le ARE “aree naturali o in corso di rinaturalizzazione, di limitata estensione, inserite in ambiti territoriali caratterizzati da intense attività antropiche che, per la funzione di ambienti di vita e rifugio per specie vegetali ed animali, sono organizzate in modo da garantirne la conservazione, il restauro, la ricostituzione” e assegna alle province il compito di verificare che gli impegni assunti vengano poi rispettati. Viene da chiedersi se la Provincia di Ravenna lo abbia mai fatto.



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