La crisi climatica è decisamente sottovalutata, a partire da chi dovrebbe prendere decisioni, ma si ferma ai buoni propositi

Lettera aperta di Legambiente al prof. Luca Mercalli in occasione della serata al teatro Goldoni di Bagnacavallo il prossimo 24 gennaio su cambiamenti climatici e crisi ambientale.

Illustrissimo, le porgiamo un caloroso benvenuto. Ogni sincero ambientalista vorrebbe averla come ospite di riguardo alle proprie pubbliche iniziative. A maggior ragione nel territorio della Bassa Romagna, terra con oltre 100.000 residenti, a prevalente vocazione agricola, risultato di ciclopiche opere di bonifica nei secoli passati. Territorio fragile, fiumi pensili, esposto alla fisiologica subsidenza naturale caratteristica dei sedimenti alluvionali, aggravata ai tempi del boom economico dalle estrazioni di gas metano e dagli emungimenti di acqua.

Quando tutto sembrava portare ad una tregua, le nuove tecniche di indagine hanno riaperto la caccia grossa al gas metano. Dalla costa all’interno, fino alla “Bassa Romagna” con innumerevoli richieste di nuove ricerche e perforazioni. Sembra un auto avvitamento senza via d’uscita, con il rischio che un aggravamento del fenomeno della subsidenza dovuto alle attività umane obblighi ad una ricalibratura della rete scolante, con costi a carico della collettività.

Nel nostro territorio, come in molte altre parti d’Italia, viviamo uno strano dualismo, per cui si spendono molte parole per lo sviluppo sostenibile, la lotta ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico, ma cosa si fa poi nel concreto? 5 anni fa l’Unione dei Comuni ha adottato un ottimo piano energetico, di cui però non si vedono effetti concreti: le energie rinnovabili sono ferme al “boom” del fotovoltaico di una decina di anni fa, quando furono realizzati grandi impianti anche in forza dei notevoli incentivi, ma da allora si è mosso poco o nulla, così come sono rimasti quasi fermi al palo i piccoli impianti casalinghi, la produzione diffusa sul territorio e le ristrutturazioni necessarie ad avere edifici sempre meno “affamati” di energia. Stesso discorso per quanto riguarda la mobilità sostenibile, dove al di là delle dichiarazioni di principio ci troviamo con un modello di trasporto, e con un modello di città, ancora indissolubilmente legato all’auto privata, mentre il trasporto pubblico e la mobilità alternativa recitano il ruolo di cenerentola, anche per la mancanza di una vera integrazione di orari, percorsi e tariffe. In tutto ciò si pensa di risolvere il problema della qualità dell’aria limitandosi a chiudere una manciata di strade del centro storico alle auto più vecchie.

Non va meglio per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, in un territorio definito a rischio idraulico elevato e per il quale, da oltre 25 anni, è prevista la realizzazione di casse di espansione del fiume Senio che dovrebbero mettere in sostanziale sicurezza tutto il territorio a valle della via Emilia. Ogni anno si annuncia che a breve partiranno i lavori di ultimazione di questa opera idraulica fondamentale, salvo poi spostare ogni anno un po’ più in là la data di completamento.

Lei giustamente definisce quella dei cambiamenti climatici e ambientali una “crisi sottovalutata”, in primo luogo dalla classe politica e dalle categorie sociali ed economiche che dovrebbero guidare il cambiamento e che invece tentennano, fanno grandi dichiarazioni di principi a cui raramente seguono misure concrete. Sicuramente molti di loro saranno presenti a Bagnacavallo: ci auguriamo che la sua lezione serva a far loro capire che non si può più tergiversare. Noi, per quanto in nostro potere, cercheremo di darle un mano.

Cordialmente,

Circolo Legambiente “A. Cederna”



Categorie:News

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