Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano: quali sono le azioni per la tutela e valorizzazione dell’area protetta?

Legambiente interviene dopo il caso della Cava della Fornace di Fusignano per chiedere un piano organico di tutela e fruizione dell’area di riequilibrio ecologico che attraversa i due comuni.

La recente vicenda della realizzazione di un traliccio per telefonia a due passi dal confine dell’area protetta ripropone al centro dell’attenzione il tema dell’area di riequilibrio ecologico “Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano” ed in particolare della azioni intraprese per la tutela e valorizzazione di quest’area.

“In questi anni – ricorda Yuri Rambelli, Presidente del circolo Legambiente “A. Cederna”siamo più volte intervenuti sul tema, segnalando problemi quali lavori e operazioni di abbattimento di alberature, o più in generale iniziative che ci sembravano non consone con le caratteristiche e le finalità per cui è stata istituita quest’area. Perciò cogliamo l’occasione della discussione sul tema del paesaggio della Bassa Romagna per tornare a chiedere quali siano le idee e prospettive che le amministrazioni comunali hanno in serbo per queste zone”.

L’area di riequilibrio ecologico “Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano”, è infatti un’area protetta istituita nel 2011 dalla Provincia di Ravenna che dovrebbe servire alla conservazione e ripristino delle condizioni per la presenza delle specie animali e vegetali caratteristiche delle zone umide e dei boschi planiziali, alla reintroduzione di specie floristiche localmente estinte della bassa pianura Padana, alla promozione dell’area a fini turistico-ricreativi e dell’educazione ambientale, alla valorizzazione a fini ricreativi e turistici, come sede di percorsi pedonali e ciclabili per il “turismo lento” e per favorire la funzione di “stepping stone” cioè di zone in cui la fauna può trovare cibo e riparo lungo il corridoio ecologico del Canale dei Mulini.

Nonostante queste premesse, nel corso degli anni la copertura arborea lungo vasti tratti del canale si è però via via assottigliata fin quasi a scomparire in molti punti che si presentano oggi totalmente spogli, mentre non risulta siano state messe in pratica particolari azioni per garantire la fruizione e la conoscenza di queste aree, a parte alcune iniziative “spot” e fatta eccezione per le pubblicazioni e le visite guidate organizzate dalla stessa associazione ambientalista al “Bosco di Fusignano”, al “Parco del Loto” e al Canale de Mulini.

Ricordando come, la stessa legge 241/90 preveda che qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati hanno facoltà di intervenire nel procedimento amministrativo, Legambiente richiama perciò l’attenzione delle amministrazioni comunali alla necessità di un deciso cambio di passo nella gestione di quest’area, con azioni più incisive ed articolate per mettere in pratica quanto previsto dall’atto istitutivo dell’area protetta, ovvero il “mantenimento, potenziamento o ripristino delle continuità ecologica del Canale dei Mulini e delle connessioni dello stesso con i rimanenti siti dell’area di riequilibrio ecologico”



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