Friuli: richiesta una moratoria sulle semine di mais geneticamente modificato

agricolturaIn concomitanza con gli incontri di consultazione che si tengono i questi giorni presso gli uffici regionali per esaminare il regolamento “per la coesistenza tra colture OGM e colture convenzionali e biologiche” da questi elaborato, Aiab, Aprobio, ISDE, WWF e Legambiente intendono precisare che, al di là di ogni giudizio riguardo all’opportunità che la Regione intervenga per regolare eventuali possibilità di convivenza fra diverse agricolture, e al di là del merito sulle norme proposte, questo regolamento comunque non avrà vigenza prima delle prossime semine di mais.

Aiab, Aprobio, ISDE, WWF e Legambiente richiamano perciò i responsabili politici dell’Amministrazione regionale, ed in primo luogo la Presidente Serracchiani, su questo aspetto perché ritengono inaccettabile che si ripetano, come già si minaccia da più parti, anche nel 2014 le semine selvagge, che “se ne fregano” di pareri scientifici, di norme di legge, di diffidenza e contrarietà largamente diffuse dell’opinione pubblica, sulla base di una malintesa “libertà d’impresa” e di un apparente immediato vantaggio economico che si esprimerà tra breve con danni agli altri produttori , ai consumatori e alla salute di tutti.

Per questo le associazioni ambientaliste e di produttori biologici che in questi mesi hanno proposto dibattiti, petizioni, approfondimenti tecnici e legislativi su questa vicenda, ritengono decisivo e qualificante di un vero confronto democratico e di un reale rispetto delle regole di civile convivenza, non rispettato al momento da associazioni fanatizzate che già hanno realizzato semine fuori dalla norma, che lo Stato e la Regione garantiscano che nel 2014 ci sarà una moratoria delle semine e delle coltivazioni di mais ogm in Italia ed in Friuli.

Gli strumenti possibili per questo esito sono più di uno. Vengano messi in campo tutti, perché tutti sanno che dietro a queste vicende che si svolgono in Friuli, è ben presente l’attenzione interessata di quei gruppi agrochimicoindustriali che, oltre a produrre gli OGM, fanno il bello ed il brutto tempo nell’agricoltura mondiale e sono fra le cause dei disequilibri biologici , agricoli, alimentari, sociali e di depauperamento dei fattori produttivi.

Fonte: Legambiente Friuli Venezia Giulia



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