Inquinamento del Po: problema sottovalutato in partenza, eccessivamente triofalistiche le dichiarazioni della Protezione Civile di questi giorni

A dispetto dei toni rassicuranti della Protezioni Civile Nazionale, Legambiente, così come i cittadini, i pescatori e tutti coloro che amano e vivono il Po, resta estremamente preoccupata per la situazione.

La realtà è che sono mancate azioni immediate in Lombardia e un coordinamento tempestivo degli interventi. Le prime azioni sul Lambro, la cui larghezza permetteva maggiore facilità di intervento rispetto al Po, avrebbero dovuto essere più incisivi.

I volontari dell’associazione che in questi giorni, lungo l’asta del Lambro e del Po, hanno seguito gli interventi di emergenza messi in atto per cercare di contenere l’ondata nera e per ridurre la compromissione delle sponde, hanno comunicato la sensazione di una generale e grave improvvisazione che è durate per tutti i primi giorni dell’emergenza.

Se oggi la situazione a foce, dove sono visibili solo piccole quantità di idrocarburi leggeri, sembra non essere troppo grave, questo è stato dovuto in gran parte all’effetto diluizione determinato dalla portata del Po e perché parte delle frazioni più pesanti della sostanza inquinante sono probabilmente affondate.

Legambiente è incredula e amareggiata rispetto alla catena di omissioni, sottovalutazioni e inaccettabili frammentazioni di competenze burocratiche che hanno prodotto dapprima la mancata messa in sicurezza dei depositi di combustibile a rischio e poi il disordine e l’inefficacia dei primi interventi di emergenza lombardi che dovrebbero invece essere previsti e programmati per impianti industriali a rischio, come quello da cui si è originato lo sversamento.

I primi interventi sul Lambro, la cui larghezza permette una maggiore facilità di azione rispetto al Po, avrebbero dovuto essere più incisivi

È mancato poi un piano unitario di interventi che in caso di incidenti ambientali rilevanti, come questo, deve essere sempre pronto preventivamente.

Troppo attente alle immagini delle televisioni, le istituzioni pensano che il problema sia risolto semplicemente togliendo la melma bituminosa, ma l’ecosistema fluviale potrebbe subire gravi ripercussioni. Sebbene gli effetti macroscopici dello sversamento siano ormai ridotti, quella pellicola sottile, frantumata in infinite chiazze che viaggiano sul Po, o stazionanti nelle lanche, potrebbe impermeabilizzare rive, fondali e causare gravi danni ambientali che saranno quantificabili solo nei prossimi giorni.

Rimane quindi necessaria un’attenta opera di vigilanza e monitoraggio.

 Legambiente tramite l’operazione “Sos Po – Lambro” incontrerà nei prossimi giorni i diversi attori che operano sui due fiumi.



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