Battaglia navale nel mare nostrum, un progetto al Senato per affondare in mare i relitti

A4: colpito. B5: affondato. Il Senato chiama, gli esperti del Ministero dell’Ambiente rispondono. Non è però il classico gioco della battaglia navale: gli onorevoli di Palazzo Madama e i tecnici dell’Icram (l’istituto centrale per la ricerca sul mare) fanno maledettamente sul serio. L’obiettivo: affondare relitti militari della seconda guerra mondiale e carcasse di navi e cargo (potrebbero essere decine e decine in tutta la penisola) per trasformarle in “percorsi turistici sottomarini per subacquei”.

La brillante idea è del senatore Ds Giovanni Lorenzo Forcieri, che è riuscito a far presentare dall’intera commissione ambiente del Senato il provvedimento che consentirebbe questa attività. Il tutto – a detta del senatore diessino – con il benestare dell’Icram che anzi non nasconderebbe una valutazione positiva della proposta Forcieri e si candiderebbe addirittura ad individuare caratteristiche e modalità degli affondamenti.

“La molla deve essergli scattata dopo il ritrovamento delle bombe in Adriatico – ha commentato ironicamente Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambientese ci sono le bombe, devono aver pensato, perché non affondare anche le navi lungo le nostre coste? Scherzi a parte è un provvedimento di inaudita gravità: che qualcuno continui ancora a pensare di utilizzare il mare come una discarica sostenendo anche la valenza “turistica” dell’intervento è pura follia. Ancor più pesanti potrebbero inoltre essere le conseguenze di questi affondamenti se si considera che sarebbe difficilmente controllabile ciò che finisce in fondo al mare”.

La commissione ambiente del Senato sta ora facendo tutti i suoi passi con estrema fretta: dal 1 gennaio 2001 infatti il protocollo di Barcellona vieta l’affondamento in mare delle navi. Già oggi peraltro la convenzione per la prevenzione dell’inquinamento marino di Londra del 1972 (ratificata in Italia nel 1983) impedisce lo scarico di qualunque rifiuto o altro materiale in mare, pur permettendo alcune deroghe per le navi, ma solo in casi di reale necessità.

“Se dovesse passare un provvedimento del genere – ha concluso Venneri – è facilmente immaginabile la corsa agli affondamenti: lo stesso Forcieri ha indirizzato al Ministro Ronchi una lettera spiegandogli che la marina militare, ed in particolare l’arsenale di La Spezia (collegio in cui Forcieri è stato eletto) ha manifestato la più ampia disponibilità a sbarazzarsi dei propri rottami”.



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