Legambiente realizza un opuscolo per raccontare la storia del “Bosco di Fusignano”

La pubblicazione di 8 pagine è disponibile gratuitamente presso l’associazione e all’edicola di Corso Emaldi, di fronte al Comune, dove è possibile trovare inoltre la Guida al Canale dei Mulini.

In occasione dell’anniversario della “Settimana Rossa” Legambiente distribuisce gratuitamente un opuscolo per raccontare la storia del “Bosco di Fusignano”, cui è legato uno degli episodi più significativi degli eventi del giugno 1914 in Romagna, con una foto storica che ritrae “l’albero della libertà” in Piazza Corelli.

“Un gruppo numeroso di giovani, all’insaputa del Comitato di agitazione si recò nel bosco del Marchese Calcagnini e lì abbatté un frassino lungo almeno 15 metri. Trascinato fino in Piazza Corelli fu lì piantato davanti alla Chiesa del Suffragio, nello stesso punto dove già nel 1848 era stato piantato l’Albero della libertà. In cima una bandiera rossa presa dalla sede dei Socialisti. Alla cerimonia assistette la folla dei dimostranti e molti altri curiosi. Tutti salutarono l’albero della libertà al grido “Viva la Rivoluzione”. La banda cittadina, spontaneamente in piazza, iniziò a suonare e tutti cantarono: dalle note della Marsigliese, all’Inno dei Lavoratori e all’Inno di Garibaldi”. [dal resoconto degli avvenimenti della “Settimana Rossa”]

Il bosco era un parco nobiliare che sorgeva alle spalle del Palazzo dei Marchesi Calcagnini, in un’area di circa 20 ettari tra via Santa Barbara e il fiume Senio, comprendente forse alcuni alberi risalenti ad un bosco originario del luogo. Il parco, probabilmente risalente al XVI secolo, è andato distrutto durante la guerra, ma è comunque rimasto nella memoria popolare come “e bosc”, “il bosco”. Nel corso degli anni ’90 Legambiente, WWF e Comune di Fusignano hanno perciò elaborato l’idea di ricreare il bosco, ovviamente non più nella posizione originaria, ormai occupata da strade e case, ma in una zona di circa un ettaro in prossimità del canale dei Mulini di Lugo. Oggi l’area si presenta come un querceto misto, con prevalenza di farnia, con tutte le caratteristiche tipiche di un antico bosco mesofilo, un tempo molti diffusi nella pianura padana.

“Lo stupore, la meraviglia che hanno tutte le persone che accompagniamo a visitare il bosco – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente “A. Cederna”ci confermano il valore di questa operazione. L’area inoltre ben si presta ad iniziative di educazione ambientale, per insegnare a bambini soprattutto adulti a riconoscere le piante e a rispettare l’ambiente naturale”.

L’associazione ha quindi deciso di distribuire un opuscolo di 8 pagine che racconta la storia del bosco e che è disponibile gratuitamente presso l’associazione e presso l’edicola del Corso, in Corso Emaldi, di fronte al Comune. Legambiente ha inoltre realizzato anche un vero e proprio volume di 48 pagine per raccontare, la storia delle altre aree di interesse che sorgono lungo il Canale dei Mulini.



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